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Bce avverte: i rischi dell’intelligenza artificiale per le banche sotto la lente d’ingrandimento

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Bce avverte: i rischi dell'intelligenza artificiale per le banche sotto la lente d'ingrandimento
Bce avverte: i rischi dell'intelligenza artificiale per le banche sotto la lente d'ingrandimento
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Francoforte, 23 febbraio 2026 – La Banca centrale europea ha acceso i riflettori sui rischi legati all’intelligenza artificiale per diverse banche europee, chiedendo chiarimenti precisi sull’esposizione al credito e sugli effetti che le nuove tecnologie potrebbero avere sui loro modelli di business. La notizia, riportata da Bloomberg e confermata da fonti vicine al dossier, arriva in un momento di crescente preoccupazione per l’indebitamento delle aziende attive nel settore dell’IA e tra le tante ipotesi di una possibile bolla finanziaria.

BCE in pressing sulle esposizioni al credito

Secondo quanto è trapelato, la vigilanza della BCE ha già avviato una serie di richieste formali a singole banche, chiedendo dettagli precisi sulla loro esposizione verso le imprese dell’intelligenza artificiale. Nel mirino ci sono soprattutto i finanziamenti dati per costruire e ampliare i data center, infrastrutture fondamentali per lo sviluppo delle tecnologie generative. “Vogliamo capire fino a che punto le banche sono esposte a rischi sistemici legati all’IA”, ha spiegato una fonte interna alla vigilanza europea, che ha voluto mantenere l’anonimato.

Non si tratta solo di una questione tecnica. Dietro la richiesta della BCE c’è il timore che un eccessivo affidamento su un settore ancora giovane e soggetto a forti oscillazioni possa mettere in difficoltà il sistema bancario europeo. “Il rischio – ha confidato un dirigente di una banca tedesca coinvolta – è che si stia creando una nuova bolla, simile a quella delle dot-com di vent’anni fa”.

Workshop riservati per capire l’impatto dell’IA

Parallelamente alla raccolta di dati, la BCE sta organizzando una serie di workshop riservati con le principali banche europee. L’obiettivo è doppio: da una parte, capire come gli istituti stiano usando l’intelligenza artificiale generativa nei processi interni; dall’altra, valutare quanto dipendano dalle grandi aziende tecnologiche che forniscono servizi e infrastrutture digitali.

Negli incontri – svoltisi nelle ultime settimane a Francoforte, Parigi e Milano – sono emersi scenari molto diversi. Alcune banche hanno già integrato sistemi di IA per la gestione del rischio e l’analisi dei dati, altre invece procedono con più cautela. “Non possiamo permetterci passi falsi”, ha ammesso il responsabile innovazione di un istituto italiano, ricordando che la regolamentazione è ancora in fase di definizione.

Il timore di una nuova bolla finanziaria

La questione centrale resta la sostenibilità finanziaria delle aziende attive nel campo dell’IA. Secondo vari analisti, negli ultimi dodici mesi gli investimenti nel settore sono cresciuti in modo esponenziale, con valutazioni spesso considerate “gonfiate” rispetto ai fondamentali economici. La BCE teme che un eventuale crollo possa avere effetti a catena sulle banche più esposte.

“Stiamo seguendo con molta attenzione l’andamento del mercato”, ha detto un portavoce dell’istituto centrale. “Non vogliamo trovarci impreparati di fronte a possibili shock”. I dati raccolti dalla stessa BCE mostrano che il volume dei prestiti concessi alle imprese high tech è cresciuto del 35% nell’ultimo anno, con punte del 50% in Paesi come Irlanda e Paesi Bassi.

Nuove regole in arrivo per gestire i rischi

La vigilanza europea non esclude l’introduzione di nuove linee guida per il controllo dei rischi legati all’intelligenza artificiale. Tra le ipotesi sul tavolo, l’obbligo per le banche di comunicare periodicamente il livello di esposizione verso questo settore e la richiesta di accantonamenti specifici a copertura di eventuali perdite.

“È un tema che riguarda tutti”, ha spiegato un funzionario della BCE durante uno degli ultimi workshop. “Dobbiamo trovare un equilibrio tra innovazione e stabilità”. Per ora nessuna decisione definitiva è stata presa. Ma il messaggio che arriva da Francoforte è chiaro: la stagione dell’entusiasmo senza freni per l’IA sta lasciando spazio a una fase di maggiore prudenza e controllo.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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