Roma, 22 febbraio 2026 – La sentenza della Corte Suprema Usa sui dazi ha acceso un nuovo campanello d’allarme tra le imprese italiane. Ora tutti si chiedono: cosa succederà davvero all’export verso gli Stati Uniti? A fare il punto ci ha pensato Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia Ice, che in un’intervista all’ANSA ha elencato i dubbi ancora aperti. “All’inizio sembrava una buona notizia, ma la vera questione è l’incertezza. Dobbiamo capire quali saranno gli effetti concreti della sentenza”, ha spiegato, chiarendo che la partita è tutt’altro che chiusa.
Dazi Usa, il nodo ancora da sciogliere
Il problema principale, secondo Zoppas, è capire se le imprese italiane dovranno continuare a pagare i dazi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti. “Dobbiamo capire se i dazi rimarranno e se chi li ha già versati potrà vederseli restituiti”, ha detto il presidente Ice. Non è un dettaglio da poco: molte aziende, soprattutto le piccole e medie, hanno già subito un duro colpo economico a causa di queste tariffe.
E non basta. L’ex presidente americano Donald Trump ha già annunciato che cercherà “altre strade” per difendere il mercato interno, lasciando intendere che la fine dei dazi non significherà necessariamente una vera apertura commerciale. “Bisogna capire quali saranno queste alternative e se saranno legittime”, ha aggiunto Zoppas, raccontando la preoccupazione che serpeggia tra gli imprenditori.
Un effetto domino sul commercio globale
Zoppas spiega che il danno dei dazi va oltre l’aumento dei costi per le imprese italiane. “Il problema non sono solo le tariffe in sé, ma l’effetto che hanno avuto sul sistema commerciale globale”, ha precisato. La guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa ha costretto molte aziende a rivedere strategie e mercati di riferimento, con conseguenze che potrebbero farsi sentire ancora a lungo, anche dopo la sentenza.
Lunedì prossimo, alle 10, si riunirà la cabina di regia sui dazi al Ministero degli Esteri, guidata dal ministro Antonio Tajani. Sarà il momento per fare il punto della situazione e valutare le informazioni disponibili. “Dobbiamo vedere quali dati avremo a disposizione. Non è detto che a breve avremo tutte le risposte”, ha detto Zoppas, lasciando intendere che servirà ancora pazienza.
Piccole imprese in difficoltà e il problema del cambio
Un altro tema importante riguarda il sostegno alla diversificazione dei mercati, senza però trascurare l’importanza degli Stati Uniti. “È fondamentale proteggere il mercato Usa, soprattutto aiutando le PMI che faticano di più in questo momento”, ha spiegato Zoppas. Le piccole e medie imprese spesso non hanno le risorse per reggere a lungo l’incertezza o per aprirsi rapidamente a nuovi mercati.
C’è poi il problema del cambio euro-dollaro, che nelle ultime settimane ha visto forti oscillazioni. “Anche sul fronte del cambio servirebbe un intervento per dare una mano”, ha aggiunto Zoppas. Un euro debole rischia di rendere meno conveniente esportare negli Stati Uniti, peggiorando la situazione di tante aziende già messe in difficoltà dai dazi.
In attesa di segnali chiari
Al momento, fonti del Ministero degli Esteri ammettono che non è chiaro quando e se le imprese potranno ottenere rimborsi per i dazi già pagati. La cabina di regia di lunedì dovrebbe chiarire qualche punto in più, ma restano molti dettagli da definire. Nel frattempo, le associazioni di categoria – da Confindustria a Confartigianato – chiedono al governo di tenere alta la guardia e di lavorare a stretto contatto con Bruxelles per evitare nuovi colpi.
La sensazione tra gli operatori è che la partita sia ancora aperta. Solo nelle prossime settimane si capirà se la sentenza della Corte Suprema sarà una vera svolta o, come temono molti imprenditori italiani, una semplice tregua in una guerra commerciale destinata a non finire.










