Milano, 22 febbraio 2026 – Rivedere il commercio internazionale puntando su accordi bilaterali come risposta ai dazi, senza però abbandonare il multilateralismo che ha spinto la crescita globale dal dopoguerra. Questo il messaggio lanciato ieri dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, durante il 32esimo congresso dell’Assiom Forex, davanti a una folta platea di operatori finanziari e banchieri a Milano. Un discorso denso, 25 pagine piene di dati e analisi, in cui Panetta ha esortato Europa e Italia a non perdere il treno dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale che stanno cambiando il volto dell’economia mondiale.
Tecnologia e IA: la sfida per crescere davvero
Per Panetta, oggi la sfida vera è saper diffondere il digitale più velocemente e gestire bene le sue conseguenze economiche e sociali. “Non possiamo permetterci di rimandare questa occasione”, ha detto, sottolineando come gli Stati Uniti, guidati dalla leadership nell’intelligenza artificiale, abbiano visto nel 2025 un aumento del Pil del 3,2%. Un numero che parla chiaro. In Europa, invece, la corsa al digitale procede a rilento: “Serve una spinta forte”, ha avvertito, “altrimenti rischiamo di rimanere indietro. Non si può più crescere solo con lavoro e salari bassi”.
Commercio globale: tra dazi e nuovi accordi
Il governatore ha dedicato molto spazio ai cambiamenti del commercio internazionale, che negli ultimi anni si è fatto più frammentato. “Non dobbiamo arrenderci a questa divisione”, ha detto, riferendosi ai nuovi dazi degli Stati Uniti e alle tensioni tra Washington e Pechino. Senza entrare nello scontro politico tra l’amministrazione Trump e la Corte Suprema Usa, Panetta ha sottolineato che lo “shock tecnologico” ha finora attenuato gli effetti delle barriere commerciali. Ma questo adattamento ha portato con sé “costi e perdite di efficienza per l’economia mondiale”.
Secondo il governatore, l’Unione Europea sta già puntando sugli accordi bilaterali, come quelli recenti con Mercosur e India. “Quasi la metà degli scambi europei avviene grazie a questi accordi preferenziali”, ha ricordato, spiegando che questa quota crescerà ancora nei prossimi anni.
Banche solide, ma pronte a innovare
Curioso come Panetta abbia dedicato solo una pagina alle banche, pur parlando davanti a tanti banchieri. Nessuna menzione diretta alle operazioni straordinarie o alla recente tassa del governo Meloni. Ha riconosciuto la “solidità” del settore bancario, fondamentale per la stabilità del Paese. Ma ha messo in guardia: la maggiore attenzione nel valutare i rischi non deve trasformarsi in troppa prudenza nel finanziare imprese innovative e meritevoli.
Un messaggio che i banchieri hanno accolto con favore. Gian Maria Gros Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, ha commentato: “Il fatto che il governatore abbia parlato poco delle banche significa che non sono un problema, anzi sono uno strumento chiave per affrontare le sfide dell’innovazione tecnologica”. Sulla stessa linea Antonio Patuelli, presidente dell’Abi: “La solidità delle banche è un vantaggio per la stabilità del Paese. L’invito di Panetta a sostenere le imprese che si trasformano è molto utile”.
Europa: non perdere il treno dell’innovazione
In chiusura, Panetta ha ribadito che innovazione e sostegno del sistema bancario sono la chiave per una crescita che duri nel tempo. Il rischio, ha detto, è quello di restare a guardare mentre altri Paesi, soprattutto gli Stati Uniti, raccolgono i frutti della rivoluzione digitale. “Bisogna correre”, ha ripetuto più volte, “per gestire bene le conseguenze economiche e sociali” della nuova economia.
Il congresso si è chiuso tra strette di mano e chiacchiere nei corridoi dell’hotel milanese. Ma il messaggio è chiaro: per l’Italia e l’Europa è ora di decidere se salire sul treno dell’innovazione o rischiare di restare indietro.










