Bologna, 21 febbraio 2026 – Peter Suschitzky, uno dei direttori della fotografia più influenti del cinema degli ultimi decenni, arriva al Cinema Modernissimo della Cineteca di Bologna il 21 e 22 febbraio. La retrospettiva a lui dedicata, intitolata “Peter Suschitzky, creare con la luce”, celebra una carriera che dura da oltre cinquant’anni, attraversando generi, registi e stili diversi. Un’occasione preziosa per ascoltare direttamente dal maestro i segreti di un mestiere che spesso resta nascosto dietro le quinte.
Dietro l’obiettivo: il racconto di una luce che parla
Nato a Londra nel 1941, Suschitzky è cittadino del mondo per scelta e ha firmato la fotografia di film che hanno segnato la cultura pop. Dai colori vivaci e atmosfere surreali di The Rocky Horror Picture Show (1975) alla fantascienza irriverente di Mars Attacks! (1996), fino al dramma intenso di Innamorarsi (1984), con Robert De Niro e Meryl Streep. Ogni film è stata una sfida diversa. “Ho sempre cercato una luce che si adattasse alla storia”, ha raccontato in un’intervista recente. “La luce non è mai neutra: parla di emozioni, crea tensioni”.
Registi diversi, un’unica intesa
Nel corso della sua carriera, Suschitzky ha lavorato con registi molto diversi tra loro: da Joseph Losey a Ken Russell, da John Boorman all’italiano Matteo Garrone. Ma il legame più forte è quello con David Cronenberg. Undici film insieme, dal 1988 a oggi, tra cui titoli come Crash (1996) e A History of Violence (2005). “Con David c’è un’intesa speciale”, confida Suschitzky. “Ci capiamo anche senza tante parole. Lui mi lascia libertà, ma sa sempre quello che vuole”.
Film in sala e incontri con il pubblico
La retrospettiva propone tre appuntamenti da non perdere: mercoledì 21 febbraio alle 20 si parte con la proiezione di Mars Attacks!, la commedia fantascientifica di Tim Burton; giovedì 22 alle 17.45 sarà il turno di A History of Violence, mentre alle 20.30 sarà proiettato Crash, entrambi firmati da Cronenberg. In tutte le serate, Suschitzky introdurrà i film e parlerà con il pubblico. “Non capita spesso di ascoltare dal vivo un maestro così”, sottolinea Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca. “Suschitzky ha attraversato decenni di cinema senza mai ripetersi”.
Un classico restaurato torna al cinema
Dopo l’anteprima del restauro mostrata al festival Il Cinema Ritrovato, la Cineteca di Bologna porterà nelle sale italiane A History of Violence dal 23 marzo. Un progetto pensato per far riscoprire un classico recente, mettendo in luce il lavoro visivo di Suschitzky. “Il restauro riporta a galla i contrasti e i colori originali”, spiega uno dei tecnici coinvolti. “È come vedere il film per la prima volta”.
La luce come materia prima
Al Modernissimo, in questi giorni, si respira aria di festa. Studenti di cinema, appassionati, professionisti sono tutti lì per scoprire i retroscena di un mestiere che unisce tecnica e sensibilità. “La luce è la mia materia prima”, ha detto Suschitzky davanti a una sala piena. “Ma ogni film è un viaggio diverso”. Forse proprio questa capacità di rinnovarsi, senza mai perdere di vista la storia da raccontare, rende il suo lavoro così unico.
In un’epoca in cui le immagini digitali sembrano appiattire ogni differenza, la lezione di Suschitzky resta chiara: la luce non si improvvisa. Si costruisce, giorno dopo giorno, sul set e nella memoria di chi guarda.










