Izhevsk, 21 febbraio 2026 – Nella notte è stato colpito lo stabilimento Votkinsky in Udmurtia, a circa 1.500 chilometri dal confine con l’Ucraina. La fabbrica è famosa per la produzione dei missili Iskander-M, Topol-M e Oreshnik. A confermare l’attacco è stato il governatore Aleksandr Brechalov, che ha parlato di “danni e feriti” causati da un raid con droni. La notizia, partita da canali Telegram e gruppi russi, è stata ripresa anche dalla testata Ukrainska Pravda.
Raid notturno: danni e feriti, le prime informazioni
Brechalov ha diffuso un messaggio poco dopo la mezzanotte (ora di Kiev), parlando di un attacco “ai danni di una struttura della repubblica da parte dei droni del regime di Kiev”. Secondo le prime ricostruzioni, due magazzini all’interno dello stabilimento sono stati danneggiati. Non ci sono però dettagli precisi sul numero delle persone ferite né sull’entità delle loro condizioni. “Le squadre di emergenza sono al lavoro per fare una stima dei danni”, ha spiegato un funzionario della protezione civile locale.
Stop ai voli nell’aeroporto di Izhevsk
Subito dopo l’attacco, le autorità russe hanno deciso di bloccare temporaneamente i voli in diversi aeroporti, incluso quello di Izhevsk, capoluogo dell’Udmurtia. La decisione, confermata da fonti aeroportuali contattate intorno alle 7 di mattina, punta a garantire la sicurezza. “Ci è stato ordinato di sospendere tutte le partenze e gli arrivi fino a nuovo avviso”, ha detto un addetto alla sicurezza dello scalo. Al momento non risultano voli spostati su altri aeroporti della zona, ma la situazione è in continuo aggiornamento.
Droni o missili Flamingo? Le ipotesi sull’arma usata
Se il governatore parla di droni, altre fonti non ufficiali suggeriscono l’uso di missili da crociera Flamingo. Questa versione, apparsa su alcuni canali Telegram russi, non ha però ricevuto conferme né dalle autorità locali né dal ministero della Difesa russo. L’attacco sarebbe avvenuto intorno alle 00:30 ora locale, ma molti dettagli rimangono ancora da chiarire.
Votkinsky, un obiettivo strategico
Lo stabilimento Votkinsky è uno dei principali centri dell’industria militare russa. Qui si costruiscono sistemi missilistici come gli Iskander-M, utilizzati anche nel conflitto in Ucraina, oltre ai Topol-M e agli Oreshnik. L’impianto è da tempo nel mirino delle sanzioni internazionali: Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito, Svizzera, Australia, Giappone e Ucraina lo hanno inserito nella lista nera delle aziende strategiche colpite da restrizioni economiche.
Un attacco che cambia la posta in gioco
L’episodio arriva in un momento in cui la guerra tra Russia e Ucraina si sposta sempre più spesso lontano dal fronte. Colpire un obiettivo militare a quasi 1.500 chilometri dal confine è un segnale chiaro, sia sul piano tecnologico che strategico. “Non è la prima volta che infrastrutture sensibili vengono colpite in profondità nel territorio russo”, spiega un analista militare di Mosca contattato da alanews.it. “Ma la portata di questo attacco apre dubbi sulle difese interne”.
I racconti di chi c’era
Sui social locali, alcuni residenti parlano di “un forte boato” intorno alla mezzanotte. “Le finestre tremavano”, racconta una donna che vive a meno di due chilometri dallo stabilimento. Altri hanno segnalato colonne di fumo che si alzavano dalla zona industriale. La polizia ha subito chiuso l’area, impedendo l’accesso a civili e giornalisti.
Kiev tace, ma promette resistenza
Finora, il governo ucraino non ha commentato ufficialmente l’attacco. Fonti militari di Kiev, interpellate dai media internazionali, hanno ribadito che “le operazioni contro obiettivi militari russi continueranno finché durerà l’aggressione”. Il massimo riserbo resta sulle responsabilità dirette e sulle modalità dell’azione.
Situazione in divenire
Le autorità russe hanno promesso indagini rapide e misure più rigide per proteggere gli impianti strategici. Nel frattempo, Izhevsk si è svegliata tra sirene e controlli più stretti. “Non era mai successo nulla del genere”, confida un negoziante del centro. Solo nelle prossime ore si potrà capire davvero l’impatto dell’attacco sulla produzione e sulla sicurezza della regione.










