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Trump annuncia dazi globali del 10%: cosa significa per l’economia mondiale

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Trump annuncia dazi globali del 10%: cosa significa per l'economia mondiale
Trump annuncia dazi globali del 10%: cosa significa per l'economia mondiale
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Washington, 21 febbraio 2026 – Ieri sera, Donald Trump, ex presidente e candidato repubblicano, ha annunciato di aver firmato nello Studio Ovale nuovi dazi globali del 10% su tutte le importazioni. La misura, ha scritto lo stesso Trump sul suo social Truth, entrerà in vigore “quasi subito”. La notizia, diffusa poco dopo le 19 ora locale, ha subito scatenato un acceso dibattito negli Stati Uniti e all’estero, con reazioni molto diverse tra economisti, analisti e governi stranieri.

Trump rilancia i dazi: mercati in fibrillazione

Il ritorno ai dazi globali richiama la politica protezionista della precedente amministrazione Trump. “È un grande onore aver appena firmato, nello Studio Ovale, nuovi dazi globali del 10% su tutti i paesi”, ha scritto Trump alle 19:12 su Truth Social, la sua piattaforma. Non sono stati dati dettagli tecnici, ma fonti della Casa Bianca confermano che la misura riguarda tutte le merci che entrano negli Stati Uniti, senza eccezioni per alcun partner commerciale.

La decisione, che dovrebbe partire “quasi subito”, ha colto molti di sorpresa. Solo poche ore prima, il segretario al Commercio Gina Raimondo aveva detto che “non risultano nuove tariffe in programma”, segno che la mossa è stata decisa all’ultimo momento. Wall Street ha reagito male: il Dow Jones ha chiuso con un calo di oltre 300 punti, mentre il Nasdaq ha perso l’1,2%.

Dazi globali, tensioni in aumento con Europa e Cina

Imporre dazi del 10% su tutte le importazioni rischia di far salire le tensioni commerciali con partner chiave come Unione Europea e Cina. A Bruxelles, il commissario al Commercio Valdis Dombrovskis ha definito la mossa “un passo indietro nel dialogo transatlantico”. Pechino, tramite il portavoce del Ministero degli Esteri, ha avvertito che “la Cina si riserva il diritto di reagire con misure equivalenti”.

Anche le associazioni di categoria americane hanno espresso forte preoccupazione. La National Retail Federation parla di “un duro colpo per consumatori e piccole imprese”, sottolineando che “un dazio del 10% su tutto farà salire i prezzi sugli scaffali”. La Camera di Commercio USA si è detta “sorpresa e preoccupata” per l’impatto sulla competitività delle aziende americane.

Dietro la mossa, la politica per il Midwest

Fonti vicine alla campagna repubblicana spiegano che l’introduzione dei dazi punta a rafforzare il consenso nelle aree industriali del Midwest, dove la percezione di una concorrenza sleale è ancora molto forte. “Trump vuole mostrare che difende i lavoratori americani”, ha detto un consigliere del partito, che ha chiesto l’anonimato.

Non è la prima volta che Trump usa i dazi: nel 2018 impose tariffe su acciaio e alluminio da vari paesi, scatenando ritorsioni commerciali. All’epoca, gli effetti furono misti: alcune industrie beneficiarono della protezione, altre subirono rincari sulle materie prime.

Reazioni in patria e nel mondo

Tra i sostenitori di Trump, la notizia è stata accolta con entusiasmo. “Era ora che qualcuno difendesse davvero il Made in USA”, ha scritto un utente su Truth Social. Al contrario, i democratici hanno criticato duramente la scelta, definendola “un rischio per l’economia americana”. Il senatore Bernie Sanders ha commentato: “Non si risolve tutto con i dazi, servono investimenti seri”.

All’estero, la risposta è cauta. A Berlino, il ministro dell’Economia Robert Habeck ha detto che “l’Europa valuterà con attenzione e risponderà in modo coordinato”. In Italia, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha espresso “preoccupazione per l’impatto sulle esportazioni verso gli Stati Uniti”, ricordando che nel 2025 l’export italiano oltreoceano aveva superato i 60 miliardi di euro.

Cosa succederà ora?

Al momento non sono stati resi noti i dettagli su come e quando entreranno in vigore i dazi globali, né se ci saranno esenzioni per settori strategici. Fonti della Casa Bianca annunciano un memorandum esplicativo nelle prossime ore. Gli analisti guardano con attenzione a Federal Reserve e Dipartimento del Tesoro, per capire come questa mossa influirà su inflazione e crescita.

Restano aperti molti interrogativi: la misura durerà a lungo? O sarà oggetto di trattative nei mesi a venire? Di certo, la firma di questi nuovi dazi apre un nuovo capitolo nelle politiche commerciali degli Stati Uniti e potrebbe cambiare gli equilibri con i principali partner globali.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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