Milano, 21 febbraio 2026 – Italia ed Europa devono accelerare la diffusione delle tecnologie digitali. È un’occasione che, secondo il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, non si può più rimandare se si vuole assicurare un futuro di crescita e gestire le conseguenze economiche e sociali. Lo ha detto questa mattina, poco dopo le 10, durante il suo intervento all’Assiom Forex di Milano, davanti a una platea di operatori finanziari e rappresentanti istituzionali. Panetta ha evidenziato che il ciclo tecnologico scatenato dall’intelligenza artificiale è ancora difficile da misurare appieno, ma è già chiaro che cambierà profondamente le prospettive di sviluppo del continente.
Europa, la corsa alle tecnologie digitali non si può fermare
Il governatore non si è nascosto dietro a mezzi termini: “L’adozione delle tecnologie digitali è una sfida che l’Europa non può più rimandare”. Ha sottolineato che solo accelerando su questo fronte si potrà garantire una crescita sostenibile. Per Panetta, la transizione digitale è ormai un passaggio obbligato per restare al passo nel mondo. “Non è solo innovazione tecnica – ha detto – ma una trasformazione che coinvolge tutto il tessuto produttivo e sociale”.
Nel suo intervento, durato meno di venti minuti, ha ricordato come Stati Uniti e Cina stiano investendo massicciamente in intelligenza artificiale, cloud computing e infrastrutture digitali. “Se l’Europa non accelera – ha avvertito – rischia di perdere terreno in modo irrimediabile”.
Intelligenza artificiale: tra grandi opportunità e molte incognite
Panetta ha riconosciuto che è ancora “presto per capire tutta la portata” del cambiamento portato dall’IA, ma ha insistito sul fatto che avrà effetti profondi. “L’intelligenza artificiale cambierà il modo in cui lavoriamo, produciamo e interagiamo”. E ha aggiunto: “Non possiamo permetterci di stare a guardare”.
I dati emersi all’Assiom Forex sono chiari: in Italia solo il 30% delle imprese usa tecnologie digitali avanzate, mentre la media europea è intorno al 40%. Un divario che rischia di pesare sulla competitività del Paese. “Serve uno sforzo comune – ha rimarcato Panetta – per recuperare questo ritardo”.
Crescita, ma anche sfide sociali da affrontare
Non si tratta solo di crescita economica. La diffusione delle tecnologie digitali avrà un impatto anche sul sociale. “Gestire le conseguenze economiche e sociali della trasformazione digitale è una responsabilità che non possiamo evitare”, ha detto il governatore. Tra i rischi più evidenti ha citato la polarizzazione del mercato del lavoro, la necessità di nuove competenze e la possibile esclusione delle fasce più deboli.
Panetta ha invitato le istituzioni europee a investire nella formazione e nell’aggiornamento professionale. “Solo così – ha spiegato – i benefici dell’innovazione potranno arrivare a tutti”. Un chiaro riferimento anche alle recenti discussioni a Bruxelles sul nuovo piano europeo per le competenze digitali.
Banche e istituzioni: un ruolo chiave nella trasformazione
Il governatore non ha dimenticato il ruolo del settore bancario. “Le banche devono essere in prima linea nella transizione digitale”, ha detto, ricordando come la digitalizzazione dei servizi finanziari possa aumentare efficienza e trasparenza. Ma ha anche messo in guardia sui pericoli legati alla sicurezza informatica e alla tutela dei dati personali.
“Serve un quadro normativo chiaro e aggiornato”, ha sottolineato, citando le ultime linee guida della Banca Centrale Europea sulla cybersecurity. Solo così, secondo Panetta, si potranno sfruttare davvero le potenzialità delle nuove tecnologie, senza mettere a rischio la stabilità del sistema.
Un appello che guarda al futuro
Chiudendo il suo discorso, Panetta ha ribadito che “la trasformazione digitale non è più una scelta, è una necessità”. E ha lanciato un appello chiaro: “Dobbiamo agire subito, senza perdere tempo”. La platea dell’Assiom Forex lo ha ascoltato in silenzio, consapevole che la sfida è partita da tempo. E che il tempo per decidere – come ha ricordato il governatore – sta per finire.










