Firenze, 21 febbraio 2026 – Ieri, a margine dell’evento “L’Italia che riparte” organizzato dal Pd nel cuore di Firenze, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha lanciato un nuovo affondo contro il governo Meloni. Di fronte a una platea di iscritti e simpatizzanti, ha commentato la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha ribadito i limiti ai poteri istituzionali secondo la Costituzione americana. “Vedremo se Meloni farà un altro video per attaccare i giudici e difendere il suo amico Trump, o se stavolta penserà davvero agli interessi dell’Italia”, ha detto Schlein, senza giri di parole.
Dazi, imprese in difficoltà: Schlein punta il dito contro il governo
Durante il suo intervento, la leader dem ha criticato duramente la gestione dei dazi da parte dell’esecutivo di Giorgia Meloni. Secondo Schlein, il governo ha sottovalutato fin dall’inizio l’impatto pesante che queste tariffe avrebbero avuto su imprese e lavoratori italiani. Il riferimento è chiaro: le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea hanno portato a nuove tariffe su prodotti che vanno dall’agroalimentare alla meccanica.
Schlein ha ricordato la promessa del governo di un piano da 24 miliardi per sostenere le aziende colpite, un piano che, a suo dire, “è sparito nel nulla”. Ha poi fatto il confronto con altri paesi europei: “La Spagna ha subito messo in campo un piano da 14 miliardi per aiutare l’economia”, ha spiegato, citando dati ufficiali diffusi a gennaio dal governo di Madrid.
Tra incertezza e assenza di confronto
La situazione resta, secondo Schlein, “molto incerta”. In ballo ci sono nuovi possibili dazi che potrebbero colpire settori chiave del made in Italy. “Mi chiedo se il governo abbia già convocato le parti sociali e imprenditoriali per affrontare il problema”, ha aggiunto, sottolineando la mancanza di un vero dialogo tra esecutivo e mondo produttivo.
Nelle ultime settimane, diverse associazioni – come Coldiretti e Confindustria – hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti delle tensioni commerciali. I dati Istat diffusi a fine gennaio parlano chiaro: l’export italiano verso gli Stati Uniti è calato del 3,2% nell’ultimo trimestre del 2025, un colpo soprattutto per vino, formaggi e moda.
Trump, Meloni e i rapporti con Washington
Non è mancato un passaggio sul rapporto tra il governo italiano e l’ex presidente americano Donald Trump. Schlein ha ricordato le recenti prese di posizione di Meloni a favore del tycoon, soprattutto dopo le sentenze che lo hanno coinvolto. “Vedremo se questa volta Meloni difenderà gli interessi dell’Italia o quelli personali”, ha detto, riferendosi ai video pubblicati dalla leader di Fratelli d’Italia nei mesi scorsi.
Il tema dei rapporti con gli Stati Uniti resta centrale nella politica italiana. Nei giorni scorsi, fonti della Farnesina hanno confermato che il governo segue con attenzione l’evoluzione a Washington, in vista delle elezioni presidenziali di novembre 2026.
Il mondo produttivo aspetta risposte
Nel frattempo, tra imprenditori e lavoratori cresce l’attesa per misure concrete di sostegno. “Serve chiarezza sulle mosse del governo”, ha detto ieri Marco Bentivogli, ex segretario Fim-Cisl, contattato da alanews.it. “Le aziende non possono andare avanti a tentoni”, ha aggiunto.
Anche i sindacati mostrano preoccupazione. La Cgil Toscana, in una nota diffusa ieri sera, ha chiesto “un tavolo urgente” con il ministero dello Sviluppo economico per discutere delle ricadute occupazionali legate ai dazi.
La polemica è appena cominciata
La tensione tra maggioranza e opposizione sembra destinata a durare. Da Palazzo Chigi, per ora, nessuna risposta ufficiale alle parole di Schlein. Fonti vicine alla presidenza del Consiglio assicurano che “il governo sta valutando tutte le opzioni per proteggere le imprese italiane”. Ma, tra annunci e smentite, resta un clima di attesa. E la domanda lanciata dalla segretaria Pd – “Il governo difenderà davvero gli interessi italiani?” – continua a rimbalzare nei corridoi della politica romana.










