Seoul, 20 febbraio 2026 – Dal 25 febbraio all’8 marzo, il Seoul Art Cinema ospiterà una rassegna dedicata al cinema italiano contemporaneo e d’autore. L’iniziativa, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Seoul, vuole raccontare, attraverso una selezione di titoli recenti e classici, la ricchezza e la varietà del cinema italiano. L’annuncio è arrivato questa mattina durante una conferenza stampa nella sede dell’Istituto, con il direttore Marco Delogu e alcuni rappresentanti della comunità italiana in Corea del Sud.
Italia e Corea, un ponte attraverso il cinema
La rassegna, che si terrà nel cuore della capitale sudcoreana, punta a rafforzare il dialogo tra le due cinematografie e a offrire al pubblico locale uno sguardo diretto sulle nuove tendenze del cinema italiano. “Abbiamo scelto film che rappresentano la varietà di voci e stili che oggi animano il nostro cinema,” ha detto Delogu, sottolineando che l’obiettivo è anche “stimolare la curiosità degli spettatori coreani verso storie e linguaggi diversi dal solito”.
In programma ci sono undici film, tra cui “Duse” di Pietro Marcello, un omaggio alla celebre attrice Eleonora Duse, e “Ammazzare stanca. Autobiografia di un assassino” di Daniele Vicari, un racconto intenso e personale che ha già acceso dibattiti in Italia. Non mancano titoli sperimentali come “Orfeo” di Virgilio Villoresi e documentari come “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi.
Generi e storie a confronto
Tra i titoli in cartellone spiccano anche “La valle dei sorrisi” di Paolo Strippoli, presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, e “Un anno di scuola” di Laura Samani, una storia di formazione ambientata nel Friuli degli anni Settanta. La selezione, spiegano gli organizzatori, vuole offrire un quadro ampio: dal noir al dramma intimista, passando per la commedia e il cinema d’autore.
Non mancano incursioni nel passato con pellicole come “Lo spettro” di Riccardo Freda, un classico del gotico italiano degli anni Sessanta, e “Il magnifico cornuto” di Antonio Pietrangeli, una commedia amara che conserva ancora oggi una sorprendente attualità. A chiudere la rassegna due nomi noti anche a livello internazionale: Paolo Sorrentino, con “La grazia”, e Franco Maresco, autore di “Un film fatto per bene”, una satira tagliente sulle contraddizioni della società contemporanea.
Il pubblico coreano tra interesse e attesa
L’evento arriva in un momento di crescente interesse per il cinema europeo in Corea del Sud. Secondo l’Istituto Italiano di Cultura, negli ultimi tre anni le presenze alle rassegne italiane sono aumentate del 30%. “C’è una generazione di spettatori che cerca storie diverse da quelle dell’industria locale o americana,” racconta Ji-Hyeon Kim, responsabile della programmazione del Seoul Art Cinema. “Il cinema italiano offre uno sguardo unico sulla realtà, spesso più intimo e meno prevedibile.”
Le proiezioni saranno ogni sera alle 19:00, con alcune repliche nel fine settimana. I biglietti si potranno acquistare online o direttamente alla biglietteria del cinema, nel vivace quartiere di Jongno-gu. Alcuni registi parteciperanno in collegamento video per dialogare con il pubblico dopo la visione.
Un’occasione per riscoprire l’Italia a Seoul
Per l’Istituto Italiano di Cultura, questa rassegna è anche un modo per rafforzare il senso di comunità tra gli italiani che vivono a Seoul – circa 1.200, secondo le ultime stime – e per promuovere la lingua italiana attraverso il cinema. “Il nostro compito è far conoscere non solo i grandi classici ma anche le nuove voci,” ha ribadito Delogu. “Solo così possiamo mantenere vivo il legame tra l’Italia e chi vive lontano.”
La manifestazione fa parte del calendario culturale che l’Istituto porta avanti tutto l’anno: concerti, mostre fotografiche, incontri letterari. Ma il cinema, ha concluso Delogu con un sorriso, “resta forse il modo più diretto per raccontare chi siamo oggi”.
Per tutti i dettagli sul programma e su come partecipare alle proiezioni si può consultare il sito ufficiale dell’Istituto Italiano di Cultura di Seoul.










