Venezia, 20 febbraio 2026 – Martine Diop Bullo, 18 anni, è stata scelta come una delle “Marie” del Carnevale di Venezia. Eppure, proprio mentre avrebbe dovuto festeggiare, si è trovata al centro di una polemica per il colore della sua pelle. Nata a Mestre da madre veneziana e padre senegalese, Martine è stata bersaglio di insulti razzisti sui social, subito dopo l’annuncio ufficiale del Comune. Una vicenda che ha scosso la città lagunare e riaperto il dibattito su inclusione e tradizioni.
Insulti sui social dopo la nomina a “Maria”
Tutto è partito dal tradizionale annuncio del Comune di Venezia, che ha pubblicato la lista delle ragazze scelte per impersonare le “Marie”, figure simbolo della rievocazione storica del Carnevale. Tra i tanti messaggi di congratulazioni, però, sono spuntati anche commenti offensivi: “Andiamo avanti con la distruzione delle tradizioni per forzare l’inclusione”, “Proprio veneta al 100%!“, “Se mi metto dell’autoabbronzante, eleggete anche me?”. Parole dure che hanno ferito Martine e la sua famiglia. A scoprire l’ondata di insulti è stata la nonna, che cercava notizie sulla nipote e si è imbattuta in quei messaggi.
La città e le istituzioni rispondono
Il Comune è intervenuto cancellando i commenti più pesanti. Linda Damiano, presidente del Consiglio comunale, e Simone Venturini, assessore al sociale, hanno annunciato un incontro con Martine in programma per lunedì. “Vogliamo farle sentire la vicinanza di tutta la città”, ha detto Venturini. Anche Maria Grazia Bortolato, presidente dell’associazione “Festa delle Marie”, ha preso posizione: “È triste vedere fin dove può arrivare la cattiveria. Martine avrebbe dovuto solo godersi questo momento”.
Martine: “So chi sono, so da dove vengo”
Parlando con la presidente Bortolato al telefono, Martine ha ammesso di essere stata scossa dalla violenza dei commenti. “Ci sono rimasta male, erano davvero pesanti. Però non voglio pensarci troppo. Ho ricevuto così tanti messaggi belli che voglio concentrarmi solo su quelli”, ha detto. E poi ha aggiunto con fermezza: “So chi sono, so da dove vengo. Non ho mai subito bullismo a scuola o nella vita di tutti i giorni, e non mi interessa subirlo sui social”.
Una tradizione che si evolve
Le “Marie” sono uno dei momenti più amati del Carnevale di Venezia. Ogni anno dodici ragazze vengono scelte tra decine di candidate. La nomina di Martine non è una novità assoluta: già nel 2006 una ragazza di origine africana era stata eletta tra le Marie. “I giudici l’hanno scelta per la sua bellezza, la sua maturità e per il modo in cui si è rapportata con gli altri in questi giorni”, ha ricordato Bortolato. “Quando l’ho chiamata le ho detto che siamo più forti di tutto questo”.
Il messaggio di Martine: “Non tutti reagiscono come me”
Martine si sente veneziana a tutti gli effetti. “Sono nata a Mestre, ho sempre vissuto qui ma ho viaggiato molto”, racconta. La danza e il lavoro come dogsitter sono parte della sua vita quotidiana. “In famiglia amiamo il Carnevale veneziano, e sono stata io a iscrivermi di mia spontanea volontà”. Ma la giovane non si limita a parlare della propria esperienza: “Mi preoccupa che nel 2026 succedano ancora queste cose. In un mondo così, queste differenze non dovrebbero più contare. Non tutti però sanno reagire come me. Ci sono persone fragili che subirebbero questa violenza e non riuscirebbero a lasciarsela alle spalle”.
Solidarietà e riflessioni in città
La vicenda ha scatenato tante reazioni tra i veneziani e sui social, dove molti hanno espresso sostegno a Martine. “Nessuno merita di essere trattato così”, ha detto Bortolato. Il Carnevale va avanti tra maschere e feste, ma questo episodio lascia un segno amaro. Martine, però, guarda avanti: “Polemiche del genere nel 2026 non dovrebbero esistere”. E intanto si prepara a vivere da protagonista i giorni più intensi della festa più amata dai veneziani.










