Roma, 20 febbraio 2026 – Il giorno dopo l’ok del Consiglio dei ministri al nuovo decreto legge sulle bollette, pensato per abbassare i costi dell’energia per famiglie e imprese, le azioni delle principali società energetiche italiane hanno subito un calo deciso in Borsa. Il decreto, che prevede tra l’altro un aumento dell’Irap e una diminuzione delle tariffe elettriche, è finito sotto la lente della Commissione europea, che ha chiesto tempo per un’analisi approfondita prima di dare un giudizio definitivo.
Società energetiche in rosso dopo il decreto
Ieri, in una giornata segnata dal pessimismo sui mercati europei, i titoli di Enel (-3,59%), A2a (-2,21%), Italgas (-1,37%), Hera (-1,40%) e Terna (-1,03%) hanno perso terreno in modo evidente. Per Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, il motivo principale è “l’aumento di 2 punti dell’Irap in 2 anni per i produttori di gas ed elettricità, previsto dal decreto bollette”. Ma non è tutto: gli operatori temono anche la possibile riduzione delle tariffe elettriche, se Bruxelles darà il via libera allo scorporo della tassazione europea sulle emissioni Ets dal costo del gas per produrre elettricità.
Bruxelles prende tempo: il nodo dello scorporo Ets
La questione più calda del decreto riguarda proprio lo scorporo della tassa Ets dal prezzo del gas usato per la produzione di energia elettrica. La Commissione europea ha fatto sapere che sta studiando il testo e che servirà “un’analisi completa prima di esprimere un giudizio”. Se Bruxelles dovesse bocciare la misura, la parte più importante del decreto rischia di saltare. L’idea è di far partire questa norma nel 2027, ma tutto dipende dal via libera europeo.
Bonus elettricità per le famiglie più in difficoltà
Tra le novità spicca il bonus elettricità da 115 euro annui nel 2026 per le famiglie con Isee fino a 10 mila euro (o fino a 20 mila euro se con almeno quattro figli). I fornitori di energia potranno anche dare un contributo extra ai clienti con Isee fino a 25 mila euro. Una mano concreta per chi fatica a far fronte a bollette ancora molto care.
Fotovoltaico, bioenergie e incentivi riveduti
L’articolo 2 dà ai produttori di energia solare la possibilità di ridurre volontariamente gli incentivi all’85% o al 70% del loro valore. Chi sceglie l’85% ottiene una proroga di tre mesi; chi opta per il 70%, sei mesi. L’articolo 5 prevede invece un taglio agli incentivi per le bioenergie (bioliquidi, biogas e biomasse). L’articolo 4 estende la garanzia pubblica del Gse ai contratti di energia rinnovabile più lunghi di tre anni e spinge su gruppi d’acquisto e impianti solari ed eolici su terreni industriali.
Irap alle stelle, ma meno oneri per le imprese
Il nodo più controverso resta l’aumento dell’Irap per chi produce e vende gas ed elettricità: da qui al 2028 l’imposta salirà di 2 punti. Le risorse raccolte – stimate in 431,5 milioni nel 2026, 501,1 milioni nel 2027 e 68,4 milioni nel 2028 – serviranno a ridurre gli oneri di sistema sulle bollette delle piccole e medie imprese. Scelta che ha fatto storcere il naso agli operatori: “Il settore rischia di perdere terreno sul mercato”, ha detto un manager di una grande utility lombarda, preferendo restare anonimo.
Snellire le procedure e aiuti al mercato del gas
Il decreto interviene anche sulle autorizzazioni: l’articolo 7 elimina la cosiddetta “saturazione virtuale della rete”, permettendo a Terna di ricevere nuove richieste per impianti rinnovabili. L’articolo 8 accelera le autorizzazioni per i centri dati. Sul fronte gas, l’articolo 9 prevede la vendita sul mercato delle scorte accumulate da Gse e Snam nel 2022, per abbassare i prezzi alle industrie energivore. I fondi raccolti serviranno a eliminare lo spread tra il prezzo del gas alla borsa europea Ttf e quello alla borsa italiana Psv (articolo 10). Infine, l’articolo 11 velocizza le autorizzazioni per le estrazioni di metano.
Attesa per il verdetto europeo
Il governo aspetta ora il giudizio della Commissione europea, consapevole che il via libera – o meno – allo scorporo Ets sarà decisivo per capire se il decreto potrà davvero dare una mano a famiglie e imprese. Nel frattempo, il settore energetico resta sotto pressione, tra attese, preoccupazioni e una volatilità che non dà tregua.










