Amsterdam, 20 febbraio 2026 – La giornata di contrattazioni per il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam è iniziata con un piccolo calo. Poco dopo le 9, i contratti future con scadenza a marzo hanno segnato una diminuzione dello 0,07%, fermandosi a 33,5 euro al MWh. Un movimento quasi impercettibile, che però racconta di un mercato cauto dopo le oscillazioni delle ultime settimane.
Gas naturale, mercato stabile ma in attesa
Il prezzo del gas naturale sul principale hub europeo resta vicino ai valori di ieri. Gli esperti delle banche d’investimento più importanti, come ING e BNP Paribas, spiegano che questa calma dipende dalle temperature miti in Europa occidentale – ad Amsterdam la notte scorsa si sono toccati 7 gradi – e dalle riserve ancora solide nei depositi di stoccaggio. “Non si vedono segnali di problemi immediati nell’offerta”, dice un trader della City di Londra, “il mercato aspetta nuovi dati sulle forniture dalla Norvegia e sui flussi di GNL”.
Fattori esteri e cosa aspettarsi
A livello internazionale, la situazione resta sotto controllo. Le esportazioni russe verso l’Europa sono ancora basse rispetto ai livelli pre-crisi, mentre il gas naturale liquefatto (GNL) che arriva da Stati Uniti e Qatar aiuta a tenere l’equilibrio tra domanda e offerta. I dati di Gas Infrastructure Europe pubblicati ieri mostrano che gli stoccaggi in Europa sono pieni al 67%, una percentuale più alta della media degli ultimi cinque anni in questo periodo.
Gli operatori tengono d’occhio anche le previsioni del tempo per le prossime settimane. “Se a marzo dovesse fare davvero freddo, potremmo vedere qualche movimento nei prezzi”, spiega un analista di Refinitiv. Per ora, però, la domanda è sotto controllo, senza picchi nei consumi né nelle industrie né nelle case.
Cosa cambia per i consumatori e le imprese italiane
Per l’Italia, che importa circa il 90% del proprio fabbisogno di gas naturale, la situazione resta abbastanza tranquilla. Secondo i dati Snam aggiornati a ieri sera, i flussi in entrata dai principali punti di frontiera – Tarvisio, Passo Gries e Mazara del Vallo – sono rimasti stabili nelle ultime 24 ore. “Non prevediamo grandi cambiamenti nelle bollette nel breve periodo”, dice una fonte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Ma la volatilità degli ultimi mesi invita comunque a fare attenzione: a dicembre il prezzo aveva superato i 40 euro al MWh, per poi tornare giù rapidamente.
Reazioni degli operatori e scenari futuri
Tra gli addetti ai lavori in Italia la parola d’ordine è prudenza. “Il mercato è ancora fragile”, ammette Flavio Merigo, presidente di Assogasmetano. “Basta poco per far cambiare rotta: una crisi geopolitica, un guasto a un gasdotto o un’ondata di freddo improvvisa”. Anche le associazioni dei consumatori seguono da vicino l’andamento dei prezzi. “Controlliamo ogni giorno il Ttf”, dice Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori. “Al momento non ci sono segnali d’allarme, ma restiamo vigili”.
Europa: un equilibrio sempre a rischio
A livello europeo, la situazione del gas naturale è sotto controllo, ma non senza rischi. Gli esperti ricordano che dopo la crisi energetica del 2022-2023 il mercato è diventato più vulnerabile agli shock esterni. “La dipendenza dal GNL è cresciuta”, spiega un funzionario della Commissione UE. “Questo ci mette più a rischio per eventuali problemi nei porti o nelle rotte marittime”.
Insomma, ad Amsterdam la giornata si è aperta senza grandi scossoni: il prezzo del gas naturale è stabile, ma gli operatori restano con gli occhi aperti sulle prossime settimane. L’inverno non è ancora finito e, come spesso succede, il mercato potrebbe sorprendere proprio quando sembra più tranquillo.










