Milano, 20 febbraio 2026 – Le Borse europee hanno chiuso la mattinata in rialzo, spinte dall’attesa per i dati sul PIL trimestrale degli Stati Uniti e da una serie di indicatori economici in arrivo da oltreoceano. Fin dalle prime ore, gli operatori hanno tenuto d’occhio le vendite al dettaglio americane, l’indice deflatore PCE – parametro chiave per le mosse della Federal Reserve sui tassi – e gli indici PMI composito e dell’Università del Michigan. A calmare gli animi anche le parole del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che ha smorzato i timori di un possibile attacco statunitense all’Iran.
Borse europee in rialzo: Milano guida la carica
A metà giornata, Piazza Affari si è distinta tra le principali piazze europee, con un +1%. Parigi ha seguito con un +0,77%, mentre Londra ha chiuso a +0,64%. Rialzi più contenuti per Madrid (+0,6%) e Francoforte (+0,37%). Gli scambi sono stati vivaci fin dalle 10:30, con volumi in crescita soprattutto sui titoli del lusso e del settore bancario. “Il sentiment resta cauto ma positivo”, ha spiegato un trader di una banca d’affari milanese, sottolineando come la giornata sia stata dominata dall’attesa per i dati macro americani.
Energia e metalli preziosi: segnali contrastanti
Sul fronte materie prime, il greggio ha registrato una leggera flessione: il Brent ha chiuso a 66,13 dollari al barile (-0,45%), mentre il gas naturale europeo è sceso del 2,45%, a 32,7 euro per megawattora. In controtendenza i metalli preziosi: l’oro ha guadagnato lo 0,83%, arrivando a 5.034 dollari l’oncia, mentre l’argento è salito del 2,86%, a 80,76 dollari. Un operatore della City ha commentato: “Gli investitori cercano rifugio nei metalli, in attesa di capire la direzione dei tassi americani”.
Spread e valute: Btp-Bund ai minimi, dollaro forte sull’euro
Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi si è fermato a 60,6 punti base. Entrambi i rendimenti decennali sono scesi di 0,8 punti: il Btp al 3,34%, il Bund al 2,73%. Sul fronte cambi, il dollaro si è rafforzato sull’euro, scambiando a 0,85 centesimi. Diverso il discorso con la sterlina: qui il biglietto verde si è fermato a 74,21 penny. “La forza del dollaro riflette le aspettative su una Fed ancora prudente”, ha spiegato un analista valutario di Francoforte.
Titoli in luce: lusso e banche spingono i mercati
A fare la parte del leone sono stati i titoli del lusso, trainati dai risultati di Moncler (+12%). Bene anche Christian Dior (+2,8%), Lvmh (+2,58%) e Hermes (+2,35%). Nel settore auto, il quadro è misto: Stellantis ha guadagnato l’1,2%, Renault l’1,05%, recuperando parte delle perdite della vigilia dopo la pubblicazione dei conti. In calo invece Ferrari (-1,2%) e Aston Martin (-2,43%), quest’ultima penalizzata dal secondo allarme utili in due anni e dalla cessione dei diritti di Formula 1 fino al 2055.
Tra le banche, brillano Banco Bpm (+2,7%), Mediobanca (+2,35%), Bper (+2,14%), Lloyds (+1,9%), SocGen (+1,88%), Unicredit (+1,4%) e Intesa Sanpaolo (+0,85%). “Il settore gode di maggiore fiducia dopo le ultime trimestrali”, ha commentato un gestore milanese. Spicca anche Unipol (+6%) nel comparto assicurativo, dopo la diffusione dei risultati.
Tutti gli occhi puntati sui dati Usa: mercati cauti ma speranzosi
L’attenzione resta alta sugli Stati Uniti: nelle prossime ore arriveranno i dati su PIL, consumi personali di dicembre e l’indice PCE. Gli investitori sperano in segnali chiari sulla direzione della politica monetaria americana nei mesi a venire. “Solo allora si capirà se il rally potrà andare avanti”, ha detto un operatore di Piazza Affari poco prima delle 13. Per ora, però, l’atmosfera resta prudente: le prossime ore saranno decisive per capire se la spinta positiva reggerà anche nel pomeriggio.










