Padova, 19 febbraio 2026 – Arte antica e contemporanea si incontrano questa settimana in Italia, con una serie di mostre che mettono sotto i riflettori nomi come Escher, Jan Fabre, Hans Memling, Elisabetta Catalano e Pamela Diamante. Da Padova a Milano, passando per Forlì, Bari, Carrara e Cortina d’Ampezzo, musei e gallerie spalancano le porte a percorsi espositivi che raccontano storie di ingegno, memoria e ricerca.
Escher a Padova: un viaggio tra illusioni e geometrie
Al Centro Altinate – San Gaetano di Padova, fino al 19 luglio, si può visitare “M.C. Escher. Tutti i capolavori”. L’esposizione, curata da Arthemisia, offre un’immersione completa nell’universo del genio olandese, famoso per le sue tassellature, illusioni ottiche e giochi geometrici. Il percorso ripercorre gli esordi, i viaggi in Italia e nel Mediterraneo, e le diverse tecniche che hanno segnato la sua carriera. “Abbiamo voluto mostrare tutta la complessità di Escher – ha spiegato uno dei curatori – il modo in cui ha saputo unire arte e matematica come nessun altro”. Le sale ospitano stampe, disegni e incisioni che spingono il visitatore a perdersi tra superfici specchiate e metamorfosi visive.
Forlì: il Barocco tra fede, potere e scienza
A Forlì, dal 21 febbraio al 28 giugno, il Museo Civico San Domenico presenta “Barocco. Il gran teatro delle idee”. La mostra, curata da Daniele Benati, Enrico Colle e Fernando Mazzocca per la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì insieme al Comune, raccoglie oltre 200 opere. Un viaggio nella storia del Barocco che mette in dialogo arte, fede, potere e scienza. Si parte dalle immagini ellenistiche, si attraversa il tardo manierismo e si arriva al realismo di Caravaggio. “Il Barocco non è solo sfarzo – ha sottolineato Benati – ma anche riflessione sulle tensioni della società”. Nel Novecento, il movimento viene finalmente visto senza pregiudizi, creando un filo rosso che collega passato e presente.
Bari: Pamela Diamante racconta la vita delle braccianti
Alla Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto di Bari, dal 21 febbraio al 21 aprile, Pamela Diamante presenta “Le invisibili. Esistenze radicali”, a cura di Roberto Lacarbonara. Il progetto mette al centro la condizione delle braccianti agricole, affrontando temi come la ruralità, lo sfruttamento e la costruzione simbolica dell’inferiorità sociale. L’installazione principale – sedici aste in ferro alte il doppio delle lavoratrici coinvolte, con dischi metallici e zappette in ceramica – richiama macchine agricole e utensili quotidiani. “Volevo mostrare come i corpi vengano trasformati in ingranaggi di un sistema che consuma energie vitali”, ha raccontato l’artista durante l’allestimento.
Carrara: Ohanjanyan e i legami invisibili
Al MudaC Museo delle Arti di Carrara, fino al 30 agosto, è protagonista Mikayel Ohanjanyan con la personale “Legami: Ties That Bind”, curata da Christopher Atamian e Tamar Hovsepian. Cinque sculture in marmo compongono un’unica installazione monumentale che riflette sulle forze invisibili che tengono insieme persone, natura e storia. Nato a Yerevan nel 1976, Ohanjanyan vive tra Italia e Armenia. “Le mie opere cercano di rendere visibili le forze che ci uniscono”, ha spiegato durante una visita guidata.
Milano: Elisabetta Catalano tra cinema e moda
A Milano, doppio appuntamento. Fino al 19 aprile la galleria Viasaterna ospita “Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance”, curata da Laura Cherubini con l’Archivio Elisabetta Catalano. In mostra ritratti di artisti, attori e stilisti – da Jannis Kounellis a Joseph Beuys – insieme a documenti di performance e scatti di moda. “Catalano aveva uno sguardo unico sul mondo culturale romano”, ha ricordato Cherubini all’inaugurazione. Al Museo Diocesano, dal 19 febbraio al 17 maggio, arriva la “Crocifissione” di Hans Memling (1467-1470), in prestito dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza. L’opera dialoga con lavori contemporanei di Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli: un confronto tra passato e presente intorno al tema della Passione.
Cortina d’Ampezzo: Jan Fabre tra arte e scienza
Alla Mucciaccia Gallery di Cortina d’Ampezzo si può visitare “Brain thinking models and drawings by Jan Fabre”. Venticinque opere – undici disegni e quattordici sculture – raccontano la ricerca dell’artista belga sulla relazione tra arte e scienza, immaginazione e metodo. Il disegno diventa strumento principale di pensiero e conoscenza. “Fabre ci spinge a esplorare i confini della mente”, ha osservato uno dei curatori durante una visita riservata alla stampa.
Settimana intensa, dunque, per chi ama l’arte: tra illusioni ottiche, memoria storica e riflessioni sociali, le mostre italiane offrono spunti diversi per guardare al presente attraverso la lente del passato – o viceversa.










