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L’euro resiste: stabilità a 1,1845 dollari

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L'euro resiste: stabilità a 1,1845 dollari
L'euro resiste: stabilità a 1,1845 dollari
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Milano, 18 febbraio 2026 – Questa mattina l’euro si è mosso poco sui principali mercati valutari internazionali, scambiando intorno a 1,185 dollari, con una leggera perdita dello 0,08% rispetto alla chiusura di ieri. Contro lo yen giapponese, la moneta unica ha segnato un valore di 181,74 yen, in lieve aumento dello 0,01%. Dietro a questo andamento, secondo gli operatori di Piazza Affari, c’è una fase di attesa in vista delle prossime mosse delle banche centrali.

Euro fermo tra dollaro e yen: mercati in stand-by in attesa delle banche centrali

La mattinata sui mercati valutari è partita senza grandi scossoni. Alle 9:30, nelle sale di trading di Milano e Francoforte, i monitor mostravano un euro sostanzialmente stabile rispetto a venerdì. “Non sono arrivati dati macroeconomici importanti nelle ultime ore”, ha spiegato un analista di una banca d’affari europea. “Gli investitori aspettano segnali più chiari dalla Banca Centrale Europea e dalla Federal Reserve americana”.

Il cambio con il dollaro – fermo a 1,185 – resta dentro una fascia che non viene superata da settimane. Per alcuni operatori a Londra, questo riflette la cautela degli investitori in un quadro internazionale ancora incerto, tra tensioni geopolitiche e dati economici contrastanti. “Il mercato è piuttosto tranquillo”, ha ammesso un trader della City, “solo notizie forti potrebbero cambiare le carte in tavola”.

Cosa frena l’euro: inflazione e tassi d’interesse sotto osservazione

Dietro la stabilità dell’euro ci sono diversi fattori che influenzano le scelte degli investitori. Su tutti, il tema dell’inflazione nell’area euro e negli Stati Uniti. I dati della scorsa settimana hanno mostrato un aumento dei prezzi al consumo superiore alle aspettative, sia a Berlino che a New York. Ma le banche centrali non hanno ancora dato indicazioni chiare sulle prossime mosse sui tassi d’interesse.

Christine Lagarde, presidente della BCE, ha ribadito venerdì che “la politica monetaria dipenderà dai dati”, lasciando intendere che ogni decisione arriverà solo dopo i prossimi numeri macroeconomici. Dall’altra parte dell’Atlantico, Jerome Powell, numero uno della Fed, ha confermato un atteggiamento simile: “Stiamo osservando attentamente l’inflazione e il mercato del lavoro”, ha detto in un’intervista alla CNBC.

Euro stabile, borse europee in stand-by

La calma sull’euro si riflette anche sulle piazze europee. A Milano, l’indice FTSE MIB ha aperto con variazioni minime, mentre a Francoforte il DAX è rimasto praticamente fermo. Gli operatori notano come la mancanza di movimenti decisi sul cambio tenga bassa la volatilità anche sui mercati azionari.

“Quando il cambio euro-dollaro non si muove, anche le azioni tendono a restare ferme”, ha spiegato un gestore di fondi milanese. “Gli investitori preferiscono aspettare prima di prendere nuove decisioni”. In questo clima, anche i titoli di Stato dell’area euro hanno visto rendimenti stabili, con lo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi intorno ai 140 punti base.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Gli analisti contattati da alanews.it pensano che la calma potrebbe durare ancora qualche giorno. Solo nuovi dati sull’inflazione o dichiarazioni a sorpresa delle banche centrali potrebbero far muovere di più il mercato dei cambi. “Per ora il mercato si accontenta di piccoli aggiustamenti”, ha confidato un operatore romano.

Qualcuno guarda già alle riunioni della BCE e della Fed, previste tra fine febbraio e marzo. “Se dovessero arrivare segnali di una stretta monetaria più veloce del previsto, potremmo vedere l’euro muoversi con più decisione”, ha ammesso un economista tedesco.

Nel frattempo, la moneta unica resta agganciata ai livelli di sempre: 1,185 dollari, 181,74 yen. Un quadro che racconta di mercati prudenti, pronti a ogni eventualità, in attesa che qualcosa si sblocchi davvero.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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