Courmayeur, 17 febbraio 2026 – Non ce l’ha fatta il terzo freerider francese travolto ieri da una valanga nel Canale dei Vesses, a Courmayeur. Il 35enne di Chamonix è morto questa mattina all’ospedale Giovanni Bosco di Torino, dove era stato portato in condizioni disperate. Con lui, altri due amici – sempre di Chamonix, di 29 e 31 anni – avevano perso la vita nelle ore precedenti, dopo essere stati tirati fuori dalla neve dai soccorritori.
Tragedia nel Canalone dei Vesses: cosa è successo
Secondo il Soccorso Alpino Valdostano, la tragedia si è consumata poco dopo le 10 di ieri mattina. I tre sciatori francesi stavano scendendo il canalone dei Vesses, zona molto amata dagli appassionati di fuoripista. Improvvisamente, una massa di neve si è staccata e li ha travolti, seppellendoli sotto più di un metro e mezzo di neve compatta.
L’allarme è scattato subito, grazie ad altri freerider in zona. “Abbiamo sentito un rumore sordo e visto una nube di neve alzarsi dal canalone”, ha raccontato uno dei testimoni, ancora sotto choc. “Pochi minuti prima avevamo incrociato quel gruppo di ragazzi francesi che si preparavano a scendere”.
I soccorsi arrivati in fretta, ma non c’è stato scampo
In pochi minuti sono arrivati sul posto le guide del Soccorso Alpino Valdostano e i militari della Guardia di Finanza di Entreves, esperti in interventi in montagna. I tre avevano tutti l’Artva, il dispositivo elettronico per la ricerca sotto la neve, che ha permesso di localizzarli rapidamente. Ma il tempo passato sotto la valanga – almeno venti minuti, secondo le prime stime – è stato fatale.
Uno dei giovani è stato trovato già privo di conoscenza ed è morto poco dopo. Un secondo è stato portato d’urgenza all’ospedale di Aosta, dove i medici hanno lottato a lungo per salvarlo, senza riuscirci. Il trentacinquenne, invece, è stato elitrasportato a Torino in condizioni gravissime. Questa mattina è morto anche lui.
Un inverno difficile: il rischio valanghe resta alto
Questa tragedia riporta al centro il tema della sicurezza in montagna e il rischio valanghe, che in queste settimane è alto su quasi tutte le Alpi. Il bollettino di ieri del Centro Valanghe Arpa Valle d’Aosta segnalava per la zona del Monte Bianco un pericolo “marcato” (grado 3 su 5). Le ultime nevicate e i continui cambi di temperatura hanno reso instabili molti pendii, soprattutto quelli rivolti a nord e ovest.
“Il fuoripista porta sempre con sé un rischio”, ha detto una guida alpina locale. “Anche con tutta l’attrezzatura e l’esperienza del mondo, non si è mai al sicuro al 100%”. I tre freerider erano esperti e ben attrezzati, con Artva, pala e sonda. Ma la neve li ha travolti senza lasciare scampo.
Chamonix sotto choc: lutto nella comunità degli sportivi
A Chamonix la notizia ha sconvolto tutti. La comunità degli appassionati di alpinismo e sport invernali piange la perdita di tre giovani conosciuti e stimati. “Erano persone prudenti, mai imprudenti”, ha raccontato un amico di famiglia. Sui social sono apparsi tanti messaggi di cordoglio e foto delle loro ultime discese insieme.
Le autorità francesi sono in contatto con quelle italiane per organizzare il rimpatrio delle salme e aiutare le famiglie colpite. Intanto, il Soccorso Alpino rinnova l’appello alla prudenza: “Prima di ogni uscita, consultate sempre i bollettini e valutate con attenzione le condizioni della montagna”.
Indagini aperte: valanga causata da un distacco spontaneo
La Procura di Aosta ha avviato le indagini per chiarire cosa sia successo. Dalle prime verifiche della polizia non emergono responsabilità esterne: la valanga sarebbe stata causata da un distacco spontaneo di una lastra superficiale, favorito dal meteo degli ultimi giorni.
Resta il dolore per una tragedia che si è consumata in pochi attimi, in uno dei luoghi più amati dagli appassionati di montagna. E che riapre il dibattito sulla sicurezza del fuoripista nelle Alpi italiane.










