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Tarocchi e fiabe: un viaggio tra arte, simboli e utopie

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Tarocchi e fiabe: un viaggio tra arte, simboli e utopie
Tarocchi e fiabe: un viaggio tra arte, simboli e utopie
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Bergamo, 17 febbraio 2026 – Due mostre d’arte, una a Bergamo e l’altra a Torino, stanno per aprire le porte al pubblico tra febbraio e marzo. Entrambe ci portano a esplorare il mondo del simbolo e dell’utopia, usando linguaggi visivi, storie e suggestioni che si muovono tra passato e futuro. Un viaggio che, dalle sale dell’Accademia Carrara a quelle del Castello di Miradolo, promette di aprire la mente al sogno, alla riflessione e a un nuovo modo di leggere i sentimenti.

Tarocchi, storia e fortuna: il fascino delle carte a Bergamo

Dal 27 febbraio al 2 giugno, all’Accademia Carrara di Bergamo si potrà visitare la mostra “Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna”, curata da Paolo Plebani. Un progetto atteso da anni che finalmente riunisce per la prima volta le 74 carte del mazzo Colleoni (datato tra il 1455 e il 1490), considerato il più completo al mondo. Di solito, queste carte sono divise tra l’Accademia Carrara, la Morgan Library di New York e una collezione privata, ma qui saranno esposte tutte insieme, in un percorso che attraversa sette secoli di storia.

La mostra si concentra su chi ha commissionato le carte, gli artisti che le hanno create e le tecniche usate, senza tralasciare le più recenti ricerche scientifiche su questi oggetti. “Abbiamo voluto mostrare al pubblico quanto siano complessi questi tarocchi: non solo un gioco, ma anche un’opera d’arte e uno strumento di divinazione”, ha detto Plebani durante la presentazione. In esposizione ci sono opere da tutto il mondo che raccontano l’evoluzione dei tarocchi: dal Quattrocento di Bonifacio Bembo e Antonio Cicognara, autori delle carte Colleoni, fino al Surrealismo di Victor Brauner. Non mancano miniature ispirate ai Trionfi petrarcheschi e lavori contemporanei di artisti come Irving Penn, Niki de Saint Phalle e Leonora Carrington.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con la Morgan Library di New York, che ospiterà l’esposizione dopo Bergamo. Un’occasione rara per vedere insieme opere che solitamente viaggiano tra continenti diversi.

C’era una fiaba: Torino riscopre il potere delle storie

Dal 21 marzo al 21 giugno, il Castello di Miradolo, appena fuori Torino, ospita “C’era una fiaba”, un progetto della Fondazione Cosso curato da Roberto Galimberti, con la supervisione di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi. La mostra riflette sul ruolo della fiaba oggi: non solo un racconto per bambini, ma uno strumento per capire la realtà e i sentimenti.

“Le fiabe sono alleate dell’utopia, non della conservazione”, scriveva Gianni Rodari. Da questa idea parte un percorso che ci guida tra luoghi simbolici, personaggi metaforici e oggetti “pensanti”. In mostra ci sono opere di Bagetti, Sofia Cacherano di Bricherasio, De Dominicis, Gallizio, Gilardi, Jorn, Kosuth, Licini, Melotti, Mondino, Blinky Palermo, Pistoletto, Schütte, Kiki Smith, Sturani e Veronesi. Le opere arrivano da istituzioni torinesi come la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, il Museo della Frutta, i Musei Reali – Museo di Antichità, il Teatro Regio, oltre a collezioni private e gallerie internazionali.

Il percorso invita chi visita a “entrare” nelle storie: “Abbiamo voluto creare uno spazio dove adulti e bambini possano riscoprire il potere trasformativo della fiaba”, ha detto Galimberti. La mostra non si limita all’arte visiva: si completa con una selezione di rare edizioni di fiabe e un’installazione sonora inedita curata da Avant-dernière pensée. L’opera si ispira a “Ma mère l’oye (Mamma oca)”, suite composta da Maurice Ravel nel 1910 per pianoforte a quattro mani, divisa in cinque brani ispirati ai racconti di Charles Perrault, Madame d’Aulnoy e Madame Leprince de Beaumont.

Tra simboli e immaginazione: un doppio viaggio da non perdere

Queste due mostre, a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, offrono un percorso che attraversa secoli e linguaggi diversi. Da un lato la storia dei tarocchi, con le sue radici nel Rinascimento italiano e i suoi legami con l’arte contemporanea; dall’altro la fiaba, che diventa una chiave per capire il presente e immaginare il futuro. Un doppio appuntamento che invita a perdersi tra simboli, sogni e utopie. E forse – come suggeriva Rodari – a trovare nelle storie una bussola per orientarsi dentro e fuori di sé.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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