Milano, 17 febbraio 2026 – Oro e argento partono in calo sui mercati internazionali, sorprendendo molti operatori. Stamattina, poco dopo le 9, il prezzo dell’oro spot ha perso l’1,64%, scendendo a 4.910,32 dollari l’oncia. L’argento ha fatto peggio, cedendo il 4,85% e fermandosi a 74,19 dollari. Dietro a questo movimento, secondo gli esperti, ci sono le incertezze sulle prossime mosse delle banche centrali e le tensioni geopolitiche.
Oro e argento sotto pressione: i numeri della mattinata
Il calo ha colto di sorpresa diversi investitori, che vedono in oro e argento un rifugio sicuro quando i mercati sono turbolenti. Invece, fin dalle prime ore i prezzi hanno mostrato segni di debolezza. “Il mercato sconta la possibilità che la Federal Reserve alzi i tassi”, spiega Giovanni Ferri, analista di Banca Mediolanum. “Quando succede, il dollaro si rafforza e le materie prime in valuta americana tendono a perdere terreno”.
Secondo i dati Bloomberg delle 9.30 ora italiana, l’oro spot si è stabilizzato poco sopra i 4.900 dollari, dopo un minimo intraday di 4.890 dollari. L’argento ha vissuto una giornata più agitata: la quotazione è scesa rapidamente sotto i 75 dollari, con scambi intensi soprattutto sui mercati asiatici.
Perché oro e argento sono in calo
Dietro questa discesa ci sono diversi motivi. Da un lato, l’idea di tassi più alti negli Stati Uniti spinge gli investitori verso asset che pagano interessi o dividendi, mentre i metalli preziosi no. Dall’altro, le tensioni in Medio Oriente e le incertezze sull’economia cinese aumentano la volatilità e mettono sotto pressione anche i cosiddetti “beni rifugio”.
“Non è la prima volta che vediamo sbalzi così rapidi”, racconta Elena Russo, trader in una grande banca milanese. “Basta una parola della Fed o un dato economico inatteso per muovere milioni in pochi minuti”. Secondo Russo, il calo di oggi potrebbe durare poco: “Molti aspettano i verbali della Fed in uscita mercoledì”.
Reazioni e cosa aspettarsi
Nei principali uffici trading c’è prudenza. Alcuni hanno già ridotto le posizioni su oro e argento, in attesa di segnali più chiari dai mercati obbligazionari e dalle banche centrali. “Tutti guardano con attenzione i dati sull’inflazione americana”, dice un gestore esperto del settore materie prime. “Se i prezzi al consumo dovessero salire più del previsto, potremmo vedere altre pressioni al ribasso”.
Gli analisti di Goldman Sachs hanno tagliato le previsioni per l’oro a breve termine, fissando un target di 4.850 dollari l’oncia entro fine mese. Più cauta la posizione di UBS, che ricorda il ruolo dell’oro come “assicurazione” nei momenti di incertezza: “Resta un elemento chiave in portafoglio durante le crisi”.
Come reagiscono borse e risparmiatori
Il calo di oro e argento si riflette anche negli ETF legati ai metalli preziosi. A Piazza Affari, il Lyxor Gold Bullion Securities ha perso l’1,7%, mentre l’iShares Silver Trust ha ceduto quasi il 5%. “Molti risparmiatori stanno pensando di approfittare dei prezzi più bassi per entrare sul mercato”, racconta un consulente finanziario milanese.
Secondo le prime stime, la domanda fisica, soprattutto in Asia, potrebbe sostenere i prezzi nelle prossime settimane. Ma molto dipenderà dalle decisioni delle banche centrali e dall’andamento dell’economia globale.
In attesa di nuovi sviluppi, la giornata conferma quanto sia difficile prevedere il destino dei metalli preziosi in un clima di tassi che cambiano e tensioni internazionali. Gli investitori restano in attesa, pronti a muoversi ma consapevoli dei rischi di un mercato sempre più incerto.










