Palermo, 17 febbraio 2026 – Ha aperto al Palazzo Reale di Palermo la mostra “Tesori Impressionisti: Monet e la Normandia”, un viaggio tra i capolavori che raccontano il legame profondo tra l’Impressionismo e i paesaggi della Normandia. L’esposizione, curata dalla Fondazione Federico II, mette a confronto la pittura e la natura in modo molto diretto, come ha spiegato Alain Tapiè, conservatore dei musei di Francia e direttore della collezione “Peindre en Normandie”, nonché curatore dell’evento.
Luce e materia: il cuore pulsante dell’Impressionismo
“In Normandia è nato il naturalismo, un modo di lavorare sulla luce e sulla materia per far sentire davvero la fisicità del paesaggio”, ha raccontato Tapiè durante la presentazione. La regione francese ha avuto un ruolo decisivo per la nascita dell’Impressionismo. Secondo lui, la tecnica impressionista si basa sulla divisione dei colori e sulla luce diffusa, un sistema che riesce a catturare le vibrazioni dell’aria e i cambiamenti improvvisi del tempo.
Chi visita il Palazzo Reale si ritrova davanti a paesaggi in cui la natura sembra fare squadra con l’uomo. “Guardando Palermo penso alle pietre levigate dal vento e dalla pioggia”, ha confessato Tapiè. “Qui come in Normandia, la natura sembra lavorare insieme a chi vive quei luoghi”. Un paragone che avvicina due terre lontane, ma legate da un rapporto intenso con gli elementi naturali.
Il paesaggio tra arte e mercato
Nel XIX secolo, il paesaggio diventa il genere più amato dagli artisti in Europa. Tapiè ricorda però che questo successo non si può capire senza tenere conto del ruolo crescente del mercato dell’arte. “A Parigi si decideva cosa dipingere e come farlo”, ha spiegato, parlando dell’influenza della capitale francese su pittori e collezionisti.
Ma la pittura di paesaggio affonda le radici in almeno tre zone diverse, nate in momenti diversi. Dal 1825 in poi, con il romanticismo che si libera dalle regole accademiche, fino al 1885, quando i mercanti d’arte prendono il sopravvento, la Normandia diventa un laboratorio artistico di primo piano. Terra, cielo e mare si intrecciano in una “fisica della natura” che risponde a quella della pittura. Qui si mescolano la vita di fatica e le vacanze, e tutto questo si riflette nei soggetti scelti dagli artisti.
Monet e la Normandia: un dialogo senza tempo
Al centro della mostra ci sono le opere di Claude Monet, uno dei padri dell’Impressionismo. I suoi dipinti normanni – dalle scogliere di Étretat ai giardini di Giverny – mostrano una ricerca continua sulla luce e sui mutamenti del paesaggio. “Monet ha saputo catturare l’essenza che cambia della natura”, ha spiegato Tapiè, “facendo di ogni quadro un’esperienza da vivere con tutti i sensi”.
Non c’è solo Monet: la mostra raccoglie anche opere di altri grandi impressionisti ispirati dalle coste della Normandia. Le tele raccontano storie di maree, cieli che cambiano colore e villaggi affacciati sull’Atlantico, restituendo al pubblico la varietà di un territorio che ha lasciato un’impronta indelebile nell’arte europea.
Un ponte tra Nord e Sud
Portare questi capolavori a Palermo è un’occasione preziosa per il pubblico siciliano. La mostra offre uno sguardo fresco sul rapporto tra uomo e natura, invitando a riflettere sulle somiglianze tra i paesaggi normanni e quelli mediterranei. “La natura lavora sempre con l’uomo”, ha ribadito Tapiè, “nelle campagne della Normandia come tra le pietre antiche di Palermo”.
L’esposizione sarà aperta fino al 30 giugno. Gli organizzatori si aspettano tante visite, anche grazie a un calendario ricco di eventi: visite guidate, laboratori per le scuole e incontri con esperti d’arte. Un modo per avvicinarsi all’Impressionismo attraverso lo sguardo diretto dei suoi protagonisti e riscoprire, nelle sale del Palazzo Reale, il fascino discreto della luce normanna.










