Catania, 17 febbraio 2026 – Catania svela un pezzo nascosto del suo passato: il Portico dell’Atleta, un sito romano sotterraneo, è stato aperto al pubblico per la prima volta lo scorso 13 febbraio, proprio sotto la storica via Crociferi. Un evento che la città aspettava da anni. A far emergere questo tesoro è stato un lungo lavoro di ricerca e valorizzazione guidato dall’Università di Catania, grazie al progetto Pnrr Changes, in collaborazione con il Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci.
Un viaggio nel sottosuolo di Catania
L’ingresso al Portico dell’Atleta passa quasi inosservato: si entra da una piccola porta nascosta sotto la scalinata Alessi. Da lì si scende in due ambienti sotterranei rimasti celati per secoli, sotto i passi e il rumore della città. Gli archeologi raccontano di un corridoio coperto, seminterrato, con nicchie e esedre, dove spicca un pavimento a mosaico che lascia immaginare un edificio monumentale risalente al I secolo d.C. “Siamo nella parte sud-orientale della collina di Montevergine, la zona più antica di Catania”, ha spiegato la professoressa Maria Concetta Parello, responsabile scientifica del progetto. “Qui ogni metro di terreno racconta una storia diversa”.
Il mistero della Statua dell’Atleta
Al centro del percorso c’è la Statua dell’Atleta, un torso marmoreo di giovane uomo, ritrovato nel gennaio 1989 in una nicchia murata proprio dentro il sito. Le prime analisi la datano sempre al I secolo d.C., ma sono ancora in corso studi più approfonditi per capire chi fosse e quale ruolo avesse. “Non sappiamo ancora chi rappresenti”, ha ammesso il direttore del Parco archeologico, Giuseppe Scarpinato. “Forse un atleta vincitore, legato a culti locali o a giochi pubblici. La postura è elegante, la fattura raffinata, ma restano molti dubbi”.
Restauri a vista e realtà virtuale
Nei mesi a venire il Portico e la statua saranno restaurati dal Parco archeologico di Catania. La particolarità? I cantieri saranno “a vista”: i visitatori potranno seguire i lavori durante le visite guidate. “Vogliamo che il pubblico veda da vicino il lavoro degli specialisti”, spiega l’archeologa Lucia Russo. “Il restauro fa parte della storia del sito”. Inoltre, grazie a tecnologie immersive, sarà possibile esplorare una ricostruzione virtuale del portico, accompagnati da una voce narrante che guiderà dalla Catania greca a quella romana.
Un dialogo tra passato e presente
L’apertura del sito è stata presentata con un incontro pubblico nella Chiesa di San Francesco Borgia, sempre il 13 febbraio. Studiosi e cittadini si sono confrontati sulle nuove scoperte e sul futuro del patrimonio sotterraneo di Catania. “Catania è una città-palinsesto”, ha ricordato il sindaco Salvo Messina. “Ogni epoca ha lasciato tracce, spesso nascoste o cancellate da eruzioni e terremoti. Solo ora iniziamo a scoprire questi strati con occhi nuovi”.
Un’eredità per la città
Aprire il Portico dell’Atleta significa fare un passo avanti nella conoscenza della storia di Catania e aprire nuove strade per ricerca e turismo culturale. Il sito sarà visitabile su prenotazione nei fine settimana, con gruppi limitati per proteggere gli ambienti sotterranei. “È un’occasione per riscoprire le radici della città”, ha raccontato una delle prime visitatrici, la studentessa Giulia Spampinato, all’uscita dal percorso. “Non immaginavo che sotto via Crociferi ci fosse tutto questo”.
Per Catania, abituata a convivere con le ferite del tempo e della natura, il Portico dell’Atleta è la conferma che la storia sa ancora stupire. E che sotto le pietre barocche e il traffico della città si nascondono pagine tutte da scoprire.










