Roma, 17 febbraio 2026 – Ferrovie dello Stato mette subito le cose in chiaro: nessun extracosto miliardario nei cantieri. A chiarire la situazione è stato l’amministratore delegato, Stefano Antonio Donnarumma, durante un incontro con i giornalisti. Negli ultimi giorni erano circolate cifre esorbitanti, fino a 20 miliardi di euro di aumenti. “20 miliardi? Roba da fantascienza”, ha tagliato corto Donnarumma, definendo quei numeri semplicemente “richieste avanzate dalle aziende”, non dati concreti.
Extracosti? Al massimo un paio di miliardi
Donnarumma ha spiegato che quelle cifre derivano da stime fatte dalle imprese appaltatrici. “Se si chiedesse a chi ha tirato fuori quei 20 miliardi, probabilmente loro stessi hanno calcolato intorno a 1,8-1,9 miliardi, insomma meno di 2 miliardi”, ha detto l’ad. Tradotto: il rischio vero di extracosti si aggira attorno ai due miliardi, su un investimento annuo che sfiora i 20 miliardi. “Parliamo quindi di un extra di due miliardi per un’azienda che investe 20 miliardi all’anno”, ha ribadito Donnarumma.
Il capo di FS ha voluto tranquillizzare tutti: “L’azienda è solida, cammina con le sue gambe”. I numeri confermano questa solidità: il fatturato si muove tra 17 e 18 miliardi, mentre l’Ebitda si aggira attorno ai 2,5 miliardi. Guardando avanti, Donnarumma prevede che “entro il 2029 supereremo i 20 miliardi di fatturato e i 3,5 miliardi di Ebitda”. Il debito netto supera i 14 miliardi, ma – ha precisato l’ad – “è perché facciamo da cassa per lo Stato”.
Un patrimonio che pesa
Non si tratta solo di bilanci. Ferrovie dello Stato ha un patrimonio stimato tra i 50 e i 70 miliardi di euro. Una cifra che, secondo Donnarumma, dimostra la forza del gruppo, anche in un momento in cui si fanno grandi investimenti e cresce l’attenzione pubblica sui costi delle opere.
La questione degli extracosti nei cantieri pubblici è tornata alla ribalta con l’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali e la pressione per rispettare le scadenze. Ma dai vertici di FS arriva un messaggio chiaro: “Non ci sono buchi nei conti”, ha assicurato l’ad.
Sabotaggi mirati: “Hanno colpito dove fa più male”
Durante l’incontro Donnarumma ha parlato anche dei recenti sabotaggi alla rete ferroviaria che sabato scorso hanno colpito vari punti del Paese. “Questi attacchi sono stati studiati a tavolino, scelti con cura per creare il massimo disagio”, ha spiegato il manager. In alcuni casi, ha aggiunto, i danni sono stati “eclatanti”.
Non un gesto casuale, dunque. Chi ha agito conosceva bene la rete e gli orari di punta. Solo così si capisce quanto disagio hanno causato a migliaia di viaggiatori e pendolari.
Olimpiadi a rischio: “Tanti sforzi vanificati”
Il momento è delicato per FS, che sta lavorando a pieno ritmo per garantire la mobilità durante le Olimpiadi. “Queste Olimpiadi sono importanti per tutti”, ha confidato Donnarumma. Da mesi il gruppo si prepara con treni potenziati e una flotta di 500 autobus pronta a spostare fino a 100 mila persone.
“Abbiamo messo in campo una forza enorme”, ha sottolineato l’ad. Ma quegli sforzi rischiano di saltare per colpa di azioni mirate, che arrivano proprio nei momenti chiave. “A volte vediamo tutto questo lavoro vanificato da questi disturbi”, ha concluso Donnarumma.
Il quadro è chiaro: un’azienda sotto pressione ma determinata a restare in carreggiata. I numeri restano solidi, nonostante le difficoltà e le polemiche sui costi. E la sfida delle Olimpiadi si avvicina, con tutte le attese e responsabilità che porta con sé.










