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Addio a Frederick Wiseman, il maestro del documentario che ha cambiato il panorama cinematografico

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Addio a Frederick Wiseman, il maestro del documentario che ha cambiato il panorama cinematografico
Addio a Frederick Wiseman, il maestro del documentario che ha cambiato il panorama cinematografico
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New York, 17 febbraio 2026 – Frederick Wiseman, uno dei più grandi documentaristi e registi del Novecento, si è spento oggi a 96 anni. La notizia è stata confermata dalla sua casa di produzione, la Zipporah Films, e dalla famiglia. Nato a Boston nel 1930, Wiseman ha dedicato quasi sei decenni a creare un corpo di opere che hanno cambiato per sempre il modo di raccontare il reale, puntando il suo sguardo attento e partecipe sulle istituzioni sociali e sulla vita di tutti i giorni, soprattutto negli Stati Uniti e in Francia.

Un’eredità che ha rivoluzionato il cinema

La carriera di Wiseman è stata unica nel suo genere: quarantacinque film, tutti realizzati e prodotti dalla sua stessa società, la Zipporah Films, Inc.. Dal suo primo lavoro, Titicut Follies del 1967 – ancora oggi un punto di riferimento nelle scuole di cinema per il suo stile diretto e senza fronzoli – fino all’ultimo, Menus-Plaisirs – Les Troisgros (2023), ha raccontato ospedali, scuole, tribunali, teatri, caserme e musei. Ogni film è un’immersione completa nella vita delle persone e delle istituzioni che li ospitano.

Il suo modo di lavorare, senza interviste né voci fuori campo, ha segnato una vera svolta: “Non mi piace fare interviste né inserire commenti. Voglio che chi guarda abbia la sensazione di essere lì”, spiegava Wiseman quando ricevette il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014. Due anni dopo, l’Oscar alla carriera ha consacrato il suo contributo al cinema mondiale.

Un osservatore solitario e rigoroso

Wiseman si è sempre definito “un po’ solitario” rispetto al mondo del cinema. “Quando i documentaristi si incontrano parlano solo di quanto si odino e delle gelosie su chi guadagna di più, quindi meglio evitarli”, raccontava con ironia in una delle sue rare interviste. E proprio questa distanza gli ha permesso di mantenere uno sguardo indipendente, lontano dalle mode e dalle pressioni del settore.

Tra i suoi lavori più celebri ci sono High School, Law and Order, Hospital, Manoeuvre, Public Housing, Near Death, Domestic Violence, At Berkeley e National Gallery. Ogni film è un’indagine attenta sui meccanismi della società e sulle sfumature del comportamento umano. “Mi piace fare film con una struttura drammatica, che tocchino aspetti sottili e complessi del comportamento. La tecnica cambia, ma il risultato è lo stesso”, spiegava il regista.

Premi, riconoscimenti e l’impatto sulle nuove generazioni

Nel corso della sua lunga carriera, Wiseman ha raccolto premi importanti in tutto il mondo. Oltre al Leone d’oro e all’Oscar alla carriera, i suoi film sono stati celebrati nei maggiori festival internazionali. La sua opera ha influenzato registi e spettatori di ogni generazione: “Mancherà profondamente alla sua famiglia, ai suoi amici, ai colleghi e a tutti quei registi e spettatori in tutto il mondo le cui vite sono state cambiate dalla sua visione unica”, si legge nella nota diffusa dalla famiglia.

Wiseman lascia due figli, David (con Jennifer) ed Eric (con Kristen Stowell), tre nipoti – Benjamin, Charlie e Tess – e Karen Konicek, amica e collaboratrice che lo ha affiancato per 45 anni. Nel 2021 aveva perso la moglie, Zipporah Batshaw Wiseman, compagna di vita per 65 anni.

Un metodo fedele a se stesso fino alla fine

Negli ultimi anni Wiseman ha continuato a lavorare con la stessa passione di sempre. “Non sono cambiato molto: ora uso il digitale per girare e montare, ma il modo di fare film è sempre lo stesso”, raccontava in una masterclass a Parigi. Il suo approccio – osservazione attenta, montaggio preciso, senza giudizi espliciti – ha trasformato i suoi film in strumenti preziosi per capire le complessità della società di oggi.

La morte di Frederick Wiseman segna la chiusura di un capitolo fondamentale per il cinema documentario. Ma le sue opere restano, vive e potenti. Sono testimoni di un modo di guardare il mondo senza pregiudizi e scorciatoie. Un’eredità destinata a parlare ancora a lungo alle nuove generazioni.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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