Milano, 16 febbraio 2026 – Il prezzo dell’oro ha fatto un passo indietro questa mattina sui principali mercati internazionali delle materie prime, interrompendo una serie di oscillazioni. Alle 9.30, ora italiana, il Gold spot – cioè il prezzo per la consegna immediata – si aggirava intorno a 4.990,47 dollari l’oncia, segnando un calo dell’1,02% rispetto alla chiusura di ieri. Anche il contratto future con scadenza ad aprile sul Comex di New York ha seguito la stessa linea, scendendo a 5.015,50 dollari l’oncia, in ribasso dello 0,61%. Dietro a questo movimento, gli operatori vedono una certa cautela e una fase di presa di profitto dopo i recenti rialzi.
Perché l’oro scende: cosa sta succedendo nel mondo
Secondo diversi esperti sentiti da alanews.it, il calo del prezzo dell’oro nasce da un mix di fattori. Da una parte, il dollaro americano ha ripreso forza contro euro e yen nelle ultime sedute. Questo ha reso meno conveniente comprare oro per chi investe da fuori. Dall’altra, le speranze di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve si sono affievolite dopo i dati sull’inflazione Usa di ieri. “Il mercato si muove con prudenza, tanti stanno rivedendo i loro portafogli in attesa di segnali più netti dalla banca centrale americana”, ha spiegato stamattina Marco Bellini, analista di Banca Akros.
Tra prudenza e attesa: il clima nelle sale operative
A Milano e Londra si respira un’aria di cautela. “Non è un cambio di rotta definitivo”, ha confidato un trader di una grande banca d’investimento europea, “piuttosto una correzione naturale dopo le forti tensioni geopolitiche che avevano spinto l’oro oltre quota 5.000 dollari”. Nelle scorse settimane, il metallo prezioso era stato sostenuto dalle preoccupazioni per il Medio Oriente e per i rapporti tra Stati Uniti e Cina. Ora, con un po’ di calma tornata sui mercati valutari e azionari, molti investitori stanno riducendo le posizioni su questo bene considerato rifugio.
Il prezzo dell’oro nel tempo e il confronto con altri beni
Nonostante la flessione, il prezzo dell’oro resta alto rispetto alla media degli ultimi anni. Nel 2023, per esempio, la quotazione spot oscillava tra 4.200 e 4.800 dollari l’oncia. Solo a inizio gennaio 2026, aveva superato per la prima volta la soglia psicologica dei 5.000 dollari. Anche altri beni rifugio, come il franco svizzero e i titoli di Stato americani, hanno mantenuto una certa stabilità nelle ultime settimane. “L’oro è ancora considerato una garanzia contro l’incertezza globale”, ha sottolineato Francesca Rinaldi, docente di Economia dei mercati finanziari all’Università Bocconi, “ma in questo momento gli investitori sembrano preferire strumenti più facili da muovere”.
Cosa significa per i risparmiatori italiani
Per chi in Italia possiede fondi legati all’oro o lingotti, la caduta di oggi non dovrebbe creare problemi immediati. Gli esperti invitano comunque alla calma. “Le oscillazioni di giornata sono normali su mercati così liquidi”, ha ricordato Paolo Gatti, consulente finanziario indipendente di Torino. “Solo chi ha bisogno di vendere subito potrebbe risentirne, ma chi guarda al lungo termine può stare tranquillo”. Intanto, le banche italiane non segnalano movimenti strani su conti deposito o polizze legate al valore dell’oro.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Tutti gli occhi restano puntati sulle decisioni delle banche centrali e sugli sviluppi geopolitici. Un nuovo aumento delle tensioni potrebbe far risalire il prezzo dell’oro, mentre segnali di distensione o dati economici positivi potrebbero spingere ancora verso prese di profitto. Per ora, la parola d’ordine è prudenza. “Il mercato aspetta”, ha riassunto Bellini, “e solo nelle prossime settimane capiremo se questa pausa è solo un rallentamento o l’inizio di un periodo più lungo di stabilità”.










