Milano, 16 febbraio 2026 – Mario Biondi torna a farsi sentire, ma stavolta non con la sua musica. Il noto cantautore catanese presta la voce a Fred Temple, lo speaker radiofonico interpretato da Colman Domingo nella versione italiana di Il Filo del Ricatto – Dead Man’s Wire, il thriller tratto da una storia vera che ha debuttato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e arriverà nei cinema italiani il 19 febbraio, distribuito da Bim. “È un uomo buono, solido, che cerca di mantenere l’equilibrio anche nelle situazioni più complicate… mi ci sono ritrovato”, ha detto Biondi all’ANSA, parlando del personaggio che doppia.
Una storia vera che tiene col fiato sospeso
Il film, diretto da John Lee Hancock, ci porta a Indianapolis nella mattina dell’8 febbraio 1977. Quel giorno Anthony “Tony” Kiritsis, interpretato da Bill Skarsgård, fece irruzione negli uffici della Meridian Mortgage Company perché era convinto che la società di prestiti lo stesse rovinando. Kiritsis prese in ostaggio Richard Hall (Dacre Montgomery), figlio del presidente della compagnia. Quello che poteva essere un semplice sequestro divenne un caso mediatico: le trattative andarono in diretta televisiva per oltre 63 ore, lasciando l’America con il fiato sospeso.
Nel cast ci sono anche Cary Elwes, Myha’la e Al Pacino. Ma è proprio il personaggio di Fred Temple, la voce radiofonica locale e idolo di Kiritsis, a segnare un punto di svolta nella storia. “Il protagonista, in quel momento di grande crisi, si aggrappa a Fred con rispetto e fiducia, perché quella voce lo accompagna ogni giorno, gli dà sicurezza”, ha spiegato Biondi. “Mi è sembrata una bella sfida renderlo e mi ha coinvolto molto”.
Mario Biondi tra musica e doppiaggio
Non è la prima volta che Biondi si mette alla prova con il doppiaggio. Ha già dato voce a personaggi animati come Miguel, il cacatua di “Rio” e “Rio 2”, il brigante Uncino in “Rapunzel” e ha narrato il documentario “One Life”. Ogni volta è un percorso fatto di entusiasmo ma anche di fatica. “È un lavoro impegnativo e, volendo farlo bene, con i tempi giusti, sono molto esigente con me stesso”, ha raccontato. Eppure, ha aggiunto, “è sempre un territorio nuovo che esploro con piacere. La parte recitativa mi affascina”.
La scelta di doppiare Fred Temple non è casuale. Biondi si riconosce nelle sue qualità: equilibrio, solidità, capacità di ascolto. “Mi sono ritrovato in lui”, ha detto. E qui si capisce bene come una voce possa fare da ponte tra mondi diversi: dalla musica al cinema.
Sanremo, nuovi progetti e un tour europeo
Ma per Mario Biondi non c’è solo il cinema. Tra pochi giorni sarà ospite alla serata delle cover del prossimo Festival di Sanremo. Sul palco dell’Ariston salirà con Alex Britti e il giovane Sayf: insieme canteranno “Hit the road Jack”. “Sayf è un ragazzo che mi ha subito trasmesso una bella energia, è molto gentile e ha grandi qualità musicali”, ha detto Biondi. E poi c’è l’amicizia con Britti: “Essere lì insieme al mio amico Alex è la ciliegina sulla torta, ci divertiremo un sacco”.
Intanto proseguono i lavori su due nuovi progetti musicali – i dettagli restano segreti – e a marzo partirà il nuovo tour europeo, con tappe già fissate in Inghilterra, Spagna e Germania. Un’agenda fitta che conferma la vitalità artistica di Biondi, capace di muoversi tra stili diversi senza mai perdere il contatto con il pubblico.
Una voce che conquista palco e schermo
La voce profonda e calda di Mario Biondi – il suo marchio di fabbrica per milioni di fan – si fa spazio anche nel mondo del doppiaggio cinematografico. Un percorso parallelo alla carriera musicale che sembra destinato a continuare. “È una sfida che mi piace affrontare ogni volta”, ha concluso il cantautore. Forse è proprio questa voglia di mettersi in gioco, tra palco e schermo, la chiave della sua lunga carriera.










