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L’Ue rivede i paradisi fiscali: il Vietnam fa il suo ingresso nella lista

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L'Ue rivede i paradisi fiscali: il Vietnam fa il suo ingresso nella lista
L'Ue rivede i paradisi fiscali: il Vietnam fa il suo ingresso nella lista
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Bruxelles, 16 febbraio 2026 – L’Unione europea si prepara a rivedere la lista delle giurisdizioni non cooperative dal punto di vista fiscale. Domani, al Consiglio Ecofin, i ministri delle Finanze dei Ventisette dovrebbero approvare l’inserimento di Vietnam e dell’arcipelago caraibico di Turks e Caicos tra i Paesi che non rispettano gli standard internazionali di trasparenza. La notizia, anticipata ieri sera da fonti diplomatiche europee, arriva dopo settimane di confronto tra le delegazioni tecniche.

Liste nere Ue, entrano Vietnam e Turks e Caicos: escono Figi, Samoa e Trinidad e Tobago

Un funzionario vicino al dossier ha spiegato che, insieme alle nuove entrate, si prevede anche la rimozione di Figi, Samoa e Trinidad e Tobago, che negli ultimi mesi hanno fatto passi avanti per allinearsi alle richieste di Bruxelles. La lista, aggiornata due volte all’anno, serve a mettere pressione sui Paesi terzi perché adottino regole più rigide contro l’elusione fiscale e gli spostamenti artificiali di profitti fuori dall’Unione.

Questo meccanismo è nato nel 2017, in seguito a scandali come i Panama Papers e i Paradise Papers. Si basa su criteri chiari: trasparenza, giustizia fiscale e collaborazione concreta con le autorità europee. “Vogliamo evitare che aziende o persone possano approfittare di scappatoie per sottrarre entrate agli Stati membri”, ha detto un portavoce della Commissione Ue.

Cosa cambia per chi finisce nella lista nera

Finire nella lista delle giurisdizioni non cooperative ha effetti ben precisi. Le operazioni finanziarie e fiscali che coinvolgono soggetti di questi Paesi saranno sotto la lente delle autorità europee, con controlli più severi. In certi casi, possono scattare limitazioni per accedere a fondi comunitari o investimenti.

Per il Vietnam, che sta rafforzando il proprio ruolo nel commercio globale, questa scelta potrebbe complicare i rapporti economici con l’Europa. “Stiamo lavorando per allinearci agli standard richiesti”, ha detto un rappresentante del ministero delle Finanze vietnamita, raggiunto al telefono nel pomeriggio. Più delicata la situazione di Turks e Caicos, piccolo arcipelago britannico d’oltremare noto per il turismo di lusso e le società offshore.

Le reazioni e cosa succederà ora

La revisione della lista è stata accolta con prudenza dalle principali associazioni europee impegnate contro l’evasione fiscale. “È un segnale importante, ma serve fare di più”, ha commentato Chiara Putti, portavoce di Tax Justice Europe. Secondo lei, molte giurisdizioni continuano a offrire regimi fiscali poco chiari nonostante gli impegni presi.

La Commissione europea, invece, ricorda che la lista non è una punizione, ma un invito al dialogo. “Vogliamo spingere la cooperazione tra Paesi”, ha ribadito ieri sera Paolo Gentiloni, commissario agli Affari economici. Solo così, ha aggiunto, si potrà ridurre il peso delle distorsioni che danneggiano i contribuenti onesti.

La sfida globale contro l’elusione fiscale

La trasparenza fiscale resta uno dei temi caldi nell’agenda europea. Negli ultimi anni, l’Ue ha stretto i controlli sulle multinazionali e intensificato lo scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni fiscali. Nonostante questo, secondo l’OCSE, ogni anno si perdono centinaia di miliardi di euro a causa di pratiche elusive.

La lista aggiornata sarà pubblicata a breve sul sito del Consiglio Ue. Nel frattempo, altre giurisdizioni restano sotto osservazione. “Il controllo è continuo”, ha confidato una fonte diplomatica francese. E la battaglia per la trasparenza fiscale, in Europa e nel mondo, è tutt’altro che finita.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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