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Juliette Binoche: l’attesa per Cime tempestose e il suo amore per il teatro

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Juliette Binoche: l'attesa per Cime tempestose e il suo amore per il teatro
Juliette Binoche: l'attesa per Cime tempestose e il suo amore per il teatro
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Los Angeles, 16 febbraio 2026 – Juliette Binoche si lascia andare a una chiacchierata rilassata, seduta a bordo piscina sotto il sole di Los Angeles, durante il festival Filming Italy – Los Angeles. A 61 anni, l’attrice francese mostra un sorriso aperto e una curiosità sincera per la nuova versione di “Cime tempestose”, che arriverà nelle sale americane proprio questo weekend. “Non l’ho ancora visto, ma non vedo l’ora”, ammette, con gli occhiali da sole a lenti fumé e un bomber scintillante. Alle sue spalle, un tendone bianco la protegge dal caldo californiano. “Con Ralph Fiennes ne abbiamo parlato proprio l’altro giorno: abbiamo visto il poster e ci siamo detti ‘dobbiamo andare a vederlo’”, racconta.

Juliette Binoche e il ritorno di “Cime tempestose”

Il film che aspetta è firmato da Emerald Fennell e ha come protagonisti Margot Robbie e Jacob Elordi, nei panni di Cathy e Heathcliff. Sono gli stessi personaggi che, nel 1992, portarono al successo proprio Binoche e Fiennes. Da allora, i due sono rimasti legati da una lunga amicizia e da numerosi lavori insieme. “È un legame che dura nel tempo”, spiega l’attrice, che nel 1997 conquistò l’Oscar per “Il paziente inglese”, ancora con Fiennes al suo fianco.

Questa nuova versione di “Cime tempestose” riporta in scena un classico della letteratura e del cinema, con una lettura più moderna della tormentata storia d’amore tra Cathy e Heathcliff. “Sono curiosa di vedere come hanno interpretato quei ruoli oggi”, dice Binoche, che non nasconde un certo affetto per quel set: “È stato un film importante per me, mi ha lasciato molto”.

Il debutto nordamericano di “In-I In Motion”

Binoche è a Hollywood per presentare il suo documentario “In-I In Motion”, che fa il suo debutto nordamericano al festival diretto da Tiziana Rocca. Il film ripercorre la nascita dello spettacolo teatrale “In-I”, creato nel 2008 insieme al coreografo britannico Akram Khan. All’epoca, entrambi avevano già raggiunto il massimo nei loro campi, ma hanno deciso di mettersi alla prova in un mondo nuovo: lei, attrice senza esperienza nella danza; lui, ballerino mai salito su un palco da attore.

“La grande domanda per me era: come partire dalle mie emozioni per creare un movimento vero?”, racconta Binoche. Non voleva copiare una danza già esistente, ma trovare qualcosa che venisse da lei. “Lo stesso valeva per Akram”, aggiunge. “Entrambi uscivamo dalla nostra zona di comfort. È nato uno spettacolo costruito sullo scambio tra i nostri linguaggi”.

Un lavoro fatto di dettagli e intuizioni

“In-I In Motion” segna anche il primo passo di Binoche dietro la telecamera. O quasi. “Non mi definirei regista… era Marion Stalens, mia sorella, a tenere la telecamera. Io ero sul palco”, scherza con un sorriso. Ma il montaggio l’ha coinvolta molto: “Ho seguito tutto il processo e mi ha appassionato. Abbiamo ricostruito i suoni, lavorato tanto sulle immagini. Un lavoro fatto di dettagli, che ho amato”.

Per Binoche il cinema resta un’arte vicina alla pittura: “Ti mette in contatto con l’intuizione, con la tua sensibilità”. Dopo quasi quarantacinque anni davanti alla macchina da presa – con più di settanta film alle spalle – l’attrice francese continua a cercare nuove sfide. “Non smetto mai di imparare”, confida.

Un viaggio artistico senza fine

La presenza di Binoche a Los Angeles conferma il suo ruolo centrale nel panorama internazionale di cinema e teatro. Il pubblico americano la accoglie con calore: applausi, autografi, e tanta attenzione fuori dal festival. Lei, invece, si sposta tra proiezioni e incontri con la stampa. “Ogni progetto è un viaggio”, dice. Ed è chiaro quanto sia ancora viva in lei la voglia di mettersi in gioco.

Il documentario “In-I In Motion” arriverà nei prossimi mesi anche in Europa. Nel frattempo, Binoche non esclude di tornare dietro la macchina da presa: “Vedremo cosa succederà”, conclude. Per ora, resta la curiosità per quel nuovo “Cime tempestose” che la riporta indietro nel tempo, ma con lo sguardo sempre rivolto avanti.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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