Amsterdam, 16 febbraio 2026 – Il Van Gogh Museum di Amsterdam ha aperto il 13 febbraio la mostra “Yellow. Beyond Van Gogh’s Colour”. Un viaggio immersivo e multisensoriale che racconta il ruolo del giallo nell’arte tra il 1850 e il 1915. L’esposizione, che resterà aperta fino al 17 maggio, parte dall’iconica tela dei Girasoli di Vincent Van Gogh, dipinta nel 1889. Da lì si snoda attraverso una cinquantina di opere, oggetti e installazioni di oltre quindici artisti, tra cui Marc Chagall, Wassily Kandinsky, Hilma af Klint, Édouard Manet e William Turner.
Il giallo di Van Gogh: luce, energia e inquietudine
“Com’è bello il giallo!” scriveva Van Gogh al fratello Theo da Arles, nel sud della Francia, in una lettera del 1888. Raccontava la scoperta di un colore “intensissimo”, capace di restituire la luce dei campi di grano e dei girasoli intorno a lui. Quel giallo pallido di zolfo, come lo chiamava lui, è diventato il segno distintivo delle sue opere più famose. Ma dietro quella luminosità si nascondeva anche una tensione emotiva che ha segnato la sua arte fino alla fine.
Simboli e sperimentazioni: il giallo che parla
La mostra del Van Gogh Museum non celebra solo Van Gogh. Mette in dialogo le sue opere con quelle di altri artisti, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, che hanno dato al giallo significati diversi. Per Kandinsky il giallo è un colore musicale, quasi invadente; per Hilma af Klint rappresenta la crescita interiore; per Turner è carico di intensità emotiva. “Per me il giallo è un suono nello spazio”, ha detto Olafur Eliasson, artista danese autore dell’installazione luminosa che chiude la mostra.
Il giallo oltre la pittura: moda, letteratura e scandali
Non solo quadri. Alla fine del XIX secolo il giallo diventa un simbolo di modernità e indipendenza anche nella letteratura e nella moda. Un esempio? Le copertine sgargianti del periodico d’avanguardia “The Yellow Book”, disegnate da Aubrey Beardsley, che crearono scalpore nell’Inghilterra vittoriana. In mostra ci sono alcune copie originali della rivista, insieme a oggetti d’epoca che mostrano quanto il colore fosse entrato nella cultura popolare.
Musica e profumi: un’esperienza a tutto tondo
Per rendere la visita ancora più coinvolgente, il museo ha collaborato con partner speciali. Gli studenti del Conservatorio di Amsterdam hanno creato brani contemporanei ispirati alle opere esposte: la musica accompagna i visitatori durante il percorso. E non finisce qui: grazie agli esperti olfattivi di Robertet a Grasse, sono stati realizzati tre profumi esclusivi che richiamano le sfumature del giallo. Uno, chiamato “Summer Sun”, evoca l’esplosione degli agrumi e profuma l’aria delle sale principali.
Guardare oltre il colore: l’installazione finale
L’installazione conclusiva è firmata da Olafur Eliasson, noto per le sue opere immersive. Qui invita il pubblico a “guardare oltre la realtà e il mondo visibile”. “Vedo il rosso, vedo il blu, ma sento il giallo”, ha detto l’artista durante l’inaugurazione. La sua opera trasforma il colore in un’esperienza fisica che coinvolge vista, udito e olfatto.
Un libro per capire meglio
Accanto alla mostra, una pubblicazione illustrata raccoglie saggi e approfondimenti sul significato del giallo nell’arte e nella società. Il volume affronta temi che vanno dalla simbologia spirituale alle implicazioni sociali e scientifiche di questo colore.
“Yellow. Beyond Van Gogh’s Colour” è uno degli eventi culturali più attesi della stagione ad Amsterdam. Un’occasione per riscoprire il fascino di un colore che ha attraversato epoche e linguaggi diversi, lasciando un segno indelebile nell’immaginario collettivo.










