Firenze, 16 febbraio 2026 – Il Chianti Classico tiene botta, nonostante le difficoltà che agitano i mercati mondiali. A confermarlo, con un pizzico di orgoglio, è stato questa mattina Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Chianti Classico, intervenuto alla “Chianti Classico Collection”, l’anteprima delle nuove annate in vendita, che si svolge oggi e domani alla Stazione Leopolda di Firenze. “Vendiamo tutto quello che produciamo – ha detto Manetti – e nel 2025 abbiamo segnato un +1,2% in volume e un +2,6% in valore”. Un risultato tutt’altro che scontato, visto il clima di tensioni geopolitiche e le oscillazioni delle valute.
Il Gallo Nero vola in Nordamerica
Quest’anno la manifestazione ha avuto come tema “Wine is culture” e ha richiamato istituzioni e operatori del settore. Tra i presenti, la direttrice del Consorzio Carlotta Gori, la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, gli assessori regionali Leonardo Marras e Cristina Manetti, oltre all’assessore fiorentino Jacopo Vicini. Nel corso dell’evento, Manetti ha evidenziato come il mercato nordamericano continui a spingere le vendite: “Negli Stati Uniti, nonostante i dazi e il dollaro debole, la quota è salita dal 36% al 37%. Parliamo di 250mila bottiglie in più rispetto all’anno prima”. Anche il Canada va bene, passando dal 10% al 12% delle esportazioni totali. In sostanza, quasi una bottiglia su due di Chianti Classico – il celebre vino con il marchio del Gallo Nero – finisce su tavole americane e canadesi.
Italia ed Europa: mercati fermi, prezzi in rialzo
Il mercato italiano resta stabile, assorbendo il 19% della produzione. “Siamo presenti in 160 Paesi – ha ricordato Manetti – ma il Nordamerica è ormai il nostro sbocco principale”. In Europa, invece, il fatturato cresce soprattutto in paesi come Svezia, Germania e Norvegia. Qui i volumi sono contenuti, ma il prezzo medio delle bottiglie continua a salire anno dopo anno. Un segno che il Chianti Classico sta guadagnando sempre più valore anche in mercati più piccoli.
Riserva e Gran Selezione spingono la crescita
A fare la differenza sono soprattutto le etichette premium: Riserva e Gran Selezione ormai rappresentano il 43% del volume e il 55,2% del valore delle vendite. Negli Stati Uniti la Riserva cresce del 14%, mentre la Gran Selezione vola con un +20%. In Canada, la domanda per queste due categorie sale di quasi il 30%. “I produttori del Chianti Classico hanno lavorato da anni per valorizzare i vini a denominazione – ha ricordato Manetti –. Come in agricoltura capita spesso, il cambiamento è lento, ma oggi i risultati si vedono”.
La sorpresa francese: boom della Gran Selezione
Un dato che ha colto di sorpresa molti operatori riguarda la Francia. Qui, secondo i dati del Consorzio, la Gran Selezione segna un vero e proprio boom sia nei volumi che nel prezzo medio. “Anche in casa dei nostri cugini d’Oltralpe – ha detto Manetti con un sorriso – il Chianti Classico è ormai riconosciuto come uno dei grandi vini del mondo”. Un traguardo importante, se si pensa alla storica rivalità tra i due paesi nel mondo del vino.
Il futuro del Chianti Classico: tra cultura e mercato
La “Chianti Classico Collection” si conferma così non solo come vetrina delle nuove annate, ma anche come un termometro dello stato di salute di un settore che continua a puntare su qualità e identità del territorio. “Il valore del Chianti Classico – ha chiuso Manetti – è cresciuto in modo evidente, soprattutto nelle sue espressioni più pregiate”. E mentre il Gallo Nero continua a farsi sentire forte sui mercati internazionali, a Firenze si brinda a un futuro che sembra solido. Anche se – come ricordano i produttori – in agricoltura nessun successo è mai scontato.










