Berlino, 16 febbraio 2026 – La questione della sovranità europea torna prepotentemente sotto i riflettori. A riaccendere il dibattito ci ha pensato stamattina Johann Wadephul, ministro degli Esteri tedesco, intervenuto ai microfoni di Deutschlandfunk. Il suo messaggio è chiaro: la Francia deve “fare la sua parte” per rafforzare una vera difesa comune. Per Wadephul, “chi parla di sovranità europea deve metterci anche i fatti, dentro casa propria”. Parole nette, arrivate in un momento di crescente tensione tra le grandi potenze dell’Unione.
Berlino spinge Parigi: “Ora più impegno sulla difesa”
Il ministro tedesco non ha girato intorno al problema: “Finora la Francia non ha fatto abbastanza per raggiungere il 5% del Pil destinato alla difesa”, ha detto senza mezzi termini. In Germania, la questione è diventata centrale dopo l’ultimo vertice Nato e le pressioni degli alleati per aumentare le spese militari. Secondo i dati del Ministero della Difesa, Berlino ha già messo in moto una serie di misure per alzare il proprio budget, anche sacrificando altri settori.
La richiesta a Parigi non arriva a caso. Negli ultimi mesi, la Francia ha più volte sostenuto la necessità di una difesa europea indipendente, ma – secondo Wadephul – “anche Parigi deve fare quello che stiamo facendo noi: mettere sul tavolo investimenti, discutere di tagli difficili nel sociale e risparmiare altrove”. Una posizione che riflette il pragmatismo che si respira nella capitale tedesca.
Il traguardo del 5% del Pil: una sfida ancora lontana
Il target del 5% del Pil per la difesa è stato fissato come obiettivo ambizioso dai principali Paesi Ue dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Ma i numeri più recenti di Eurostat (2025) mostrano che nessuno dei grandi Stati membri è ancora arrivato a quel livello. La Germania si attesta intorno al 3,2%, la Francia poco sopra il 2,5%. “Serve uno sforzo collettivo”, ha ribadito Wadephul, ricordando che “mettere in sicurezza la difesa europea è una priorità che non si può più rimandare”.
A Bruxelles, la presa di posizione tedesca non è passata inosservata. Fonti vicine alla Commissione europea spiegano che “il dibattito sulle risorse per la difesa riguarda tutti i partner”. Ieri il commissario europeo Thierry Breton ha sottolineato che “l’Europa deve dotarsi degli strumenti giusti per affrontare le nuove minacce”. Ma tra i corridoi del Parlamento, alcuni deputati francesi hanno definito “prematuro” fissare un obiettivo così alto senza prima rivedere le regole fiscali comuni.
Austerità o investimenti: il dilemma dei governi
Il punto dolente sono sempre le risorse. Wadephul ammette che in Germania “le discussioni non sono state facili”, soprattutto quando si parla di tagli al welfare e ad altri capitoli della spesa pubblica. “Non è semplice spiegare alla gente perché servono sacrifici”, confida un funzionario del Bundestag. Eppure, per il ministro, questa è la strada per “creare margini di investimento” e rendere più solida la difesa europea.
In Francia, il governo guidato da Élisabeth Borne ha promesso un aumento graduale delle spese militari fino al 2030. Ma, sottolineano alcuni esperti, il cammino resta incerto. “La pressione tedesca potrebbe irrigidire i rapporti con Parigi”, osserva Jean-Pierre Darnault, docente di relazioni internazionali a Sciences Po. “La vera sfida sarà trovare un equilibrio tra sicurezza e sostenibilità sociale”.
Sovranità europea: tra ambizioni e vincoli concreti
Sul tavolo resta la grande questione della sovranità europea e della capacità dell’Unione di muoversi in autonomia nel mondo. Wadephul ribadisce che “servono scelte coraggiose, anche se questo rischia di scontentare qualcuno”. Il tema sarà al centro dei prossimi Consigli europei e dei vertici bilaterali tra Germania e Francia.
Nel frattempo, nelle capitali europee si moltiplicano le riunioni tecniche per studiare nuove forme di collaborazione industriale e militare. Solo allora, forse, si capirà se l’Europa riuscirà davvero a costruire una difesa comune capace di affrontare le sfide globali.










