Roma, 15 febbraio 2026 – Da lunedì prossimo, milioni di automobilisti italiani si troveranno a fare i conti con nuove regole su richiami auto e rottamazione forzata. A ricordarlo è stata oggi Federcarrozzieri, l’associazione delle carrozzerie italiane, che ha sottolineato come queste misure puntino a migliorare la sicurezza stradale e a liberare strade e terreni da veicoli abbandonati.
Richiami auto: multe in arrivo per chi ignora l’intervento
La nuova legge stabilisce che tutte le auto richiamate dalle case automobilistiche devono essere riparate entro due anni dall’avviso. Chi non lo farà finirà in un elenco speciale e rischierà sanzioni amministrative. Parliamo di centinaia di migliaia di auto sulle strade, secondo le stime del settore. “Chi ignora il richiamo mette a rischio sé stesso e gli altri”, avverte Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri.
I richiami scattano quando emergono problemi gravi: airbag difettosi, freni guasti, cinture di sicurezza non a norma. Eppure, tanti automobilisti – per dimenticanza o per sottovalutazione – non portano l’auto in officina.
Se passano due anni senza riparazioni, la targa finisce in un database accessibile alle forze dell’ordine. Da quel momento, la multa non è più un’ipotesi, ma una certezza. “Non è solo burocrazia”, aggiunge Galli, “ma una responsabilità che riguarda tutti”.
Rottamazione forzata: via le auto ‘fantasma’ dalle strade
L’altro fronte aperto riguarda le cosiddette auto ‘fantasma’: veicoli fermi da anni per fermo amministrativo, abbandonati su strade o terreni pubblici e privati. Secondo Federcarrozzieri, sono circa 4 milioni in tutta Italia. Da lunedì, Comuni ed enti locali potranno avviare la procedura di radiazione d’ufficio e rottamazione, senza aspettare che siano i proprietari a muoversi.
L’obiettivo è chiaro: liberare spazi pubblici occupati da carcasse inutilizzate che spesso diventano fonte di degrado. “Ci arrivano segnalazioni da tante amministrazioni”, racconta un funzionario del Comune di Napoli. “In certi quartieri le strade sembrano depositi a cielo aperto”. Prima di procedere, il proprietario riceverà un avviso e potrà opporsi o rimuovere il veicolo. Se non agirà, scatteranno la radiazione dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e la demolizione.
Le città respirano: più decoro e sicurezza
La rottamazione forzata promette di avere un impatto immediato soprattutto nelle grandi città. A Milano, la Polizia Locale conta oltre 12mila veicoli abbandonati solo nell’area metropolitana. A Roma, il dato supera i 20mila. “Liberare queste aree significa restituire decoro e sicurezza ai cittadini”, spiega l’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè.
Sul fronte dei richiami auto, l’obiettivo è togliere dalla strada veicoli potenzialmente pericolosi. Ogni anno, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avvia circa 300 campagne di richiamo in Italia. Ma non tutti i proprietari rispondono all’appello. “La consapevolezza è ancora bassa”, ammette un dirigente del Ministero. “Le nuove multe serviranno anche per sensibilizzare”.
Cosa cambia per chi guida
Chi ha un’auto richiamata deve controllare subito, sul sito del costruttore o in officina, se è coinvolto. Se non interviene, oltre al rischio per la propria sicurezza, si espone alla multa. Chi invece ha lasciato un veicolo fermo da anni, magari dimenticato in un cortile o su un terreno comunale, rischia la rottamazione d’ufficio, senza possibilità di appello se non si muove in tempo.
Federcarrozzieri lancia un appello agli automobilisti: “Non è solo per evitare sanzioni”, ribadisce Galli, “ma per contribuire a una mobilità più sicura e a città più vivibili”.










