Milano, 15 febbraio 2026 – In Italia, dove gli animali domestici sono ormai parte integrante della vita di tutti i giorni, la pet economy continua a crescere senza sosta. Secondo i dati appena diffusi da Confartigianato, nel 2024 la spesa per prodotti e servizi dedicati agli animali da compagnia ha raggiunto i 6,747 miliardi di euro. Un numero che, rispetto a dieci anni fa, è salito del 76%. Il report arriva a pochi giorni dalla Giornata nazionale del gatto, in programma il 17 febbraio.
Pet economy in Italia: numeri che non si fermano
Negli ultimi anni, il numero di animali domestici nelle case italiane è cresciuto molto: oltre una famiglia su tre ne ha almeno uno. Questo ha dato una spinta forte al settore, sia in termini di consumi che di servizi offerti, spiegano gli esperti di Confartigianato. “La richiesta di prodotti specifici e di servizi su misura – dalla toelettatura all’assistenza veterinaria, passando per le pensioni per animali – è cresciuta molto”, ha detto un portavoce dell’associazione.
Imprese artigiane e lavoro: il cuore del settore
Secondo l’ultimo rilevamento, sono 3.440 le imprese artigiane attive nella cura degli animali da compagnia. Rappresentano il 59% delle 5.826 imprese totali del settore. Un chiaro segnale di un comparto in fermento, dove le attività artigiane – spesso a gestione familiare o con pochi dipendenti – giocano un ruolo centrale. Gli addetti nelle imprese artigiane sono 4.231, cioè il 53,9% del totale di 7.848 lavoratori impiegati nel settore.
Il boom delle imprese artigiane: quasi raddoppiate in dieci anni
La crescita delle imprese artigiane dedicate alla cura degli animali è stata impressionante nell’ultimo decennio: +92,3%. Solo nell’ultimo anno si è registrato un aumento del 5,2%. “Questo settore non conosce crisi”, ha commentato un imprenditore milanese che si occupa di toelettatura. “La domanda di servizi qualificati è sempre più alta e i clienti sono molto attenti al benessere dei loro animali”.
Nuove abitudini, nuovi servizi
Con la diffusione degli animali da compagnia, sono cambiate anche le abitudini di consumo degli italiani. Ora si cercano cibi specifici, accessori su misura e servizi innovativi. Nelle grandi città come Milano, Roma e Torino non è raro trovare negozi aperti fino a tardi o centri benessere per cani e gatti. “I proprietari chiedono sempre più spesso consulenze nutrizionali o percorsi di addestramento personalizzati”, racconta una veterinaria romana.
La pet economy che cambia la società
Oltre ai numeri, la crescita della pet economy racconta anche un cambiamento culturale. Gli animali domestici sono considerati veri membri della famiglia. “Non è solo un mercato in espansione”, sottolinea il rapporto di Confartigianato, “ma un modo nuovo di vivere e condividere gli spazi di casa”. Secondo alcune stime, avere un animale in casa aiuta il benessere psicologico, soprattutto tra anziani e bambini.
Cosa ci aspetta nei prossimi anni
Guardando avanti, chi opera nel settore prevede una domanda ancora più variegata. La sostenibilità e la qualità dei prodotti saranno sempre più importanti. “I clienti vogliono sapere cosa c’è dentro gli alimenti e come vengono prodotti”, spiega il titolare di un negozio specializzato a Bologna. Nel frattempo, le associazioni di categoria chiedono più tutele per le imprese artigiane e regole più chiare per garantire servizi di qualità.
Con la Giornata nazionale del gatto alle porte, il settore si prepara a festeggiare non solo i felini ma anche una filiera che, tra numeri e nuove sensibilità, racconta un’Italia sempre più attenta al benessere dei suoi animali.










