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Il mistero di Rosebush Pruning: un omaggio a I pugni in tasca

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Il mistero di Rosebush Pruning: un omaggio a I pugni in tasca
Il mistero di Rosebush Pruning: un omaggio a I pugni in tasca
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Berlino, 15 febbraio 2026 – Una famiglia tormentata, tra epilessia, identità fluide e un omicidio che squassa le certezze domestiche, è al centro di “Rosebush Pruning”, il nuovo film del regista brasiliano Karim Aïnouz, presentato oggi in concorso alla Berlinale. La pellicola, nata da una coproduzione tra Italia, Germania, Spagna e Regno Unito, si ispira chiaramente a “I pugni in tasca” di Marco Bellocchio, ma ne riprende i temi con uno sguardo fresco e internazionale.

Un dramma familiare che scava tra segreti e tensioni

Girato in una villa assolata della Catalogna, “Rosebush Pruning” racconta la storia di quattro fratelli americani – Jack (Josh O’Connor), Ed (Callum Turner), Anna (Riley Keough) e Robert (Lucas Cage) – costretti a convivere con un padre cieco e autoritario. La trama si sviluppa tra segreti nascosti, tensioni mai risolte e una lenta discesa verso la tragedia, in un crescendo che ricorda la crudezza del film di Bellocchio, ma che si svolge in un contesto del tutto nuovo. “Avevo visto già il film di Bellocchio, ma i produttori Michael Weber e Viola Fügen mi hanno contattato perché volevano un film sulla famiglia”, ha spiegato Aïnouz a Berlino. “Ho rivisto ‘I pugni in tasca’ ed era come leggere i fratelli Grimm sotto acido. Sentivo che dovevo portare questa storia a un livello nuovo”.

Dal ruolo della madre cieca al peso del padre: una nuova prospettiva

Il regista ha deciso di ribaltare un elemento centrale dell’originale: “Ho pensato, perché non togliere la madre cieca e mettere al suo posto un padre? Ma fare qualcosa ispirandosi a un capolavoro è stato davvero spaventoso e difficile”, ha ammesso Aïnouz. La sceneggiatura, scritta insieme a Efthimis Filippou (già con Yorgos Lanthimos), mette in luce l’ambiguità dei personaggi: nessuno è mai una cosa sola, ognuno è pieno di sfumature. “Si sente la mano di Filippou”, ha detto un critico tedesco uscendo dalla sala, “nei dialoghi taglienti e nelle svolte inaspettate”.

Un cast internazionale per raccontare una tragedia moderna

La scelta degli attori dà al film un respiro ampio. Josh O’Connor – noto per “The Crown” – interpreta Jack, il fratello maggiore che vuole lasciare la casa per seguire la compagna, interpretata da Elle Fanning. Con lui, Callum Turner è Ed, che scopre la verità sulla morte della madre (Pamela Anderson) e fa scattare la spirale tragica. Riley Keough e Lucas Cage completano il quadro familiare, mentre il padre cieco resta una presenza opprimente. Le riprese si sono svolte tra Girona e Barcellona, con giornate lunghe e temperature spesso sopra i 30 gradi.

Bellocchio approva: un confronto con il passato

“Bellocchio ha letto la sceneggiatura e visto il film”, ha raccontato Aïnouz ai giornalisti italiani a Berlino. “Mi ha detto che gli è piaciuto come abbiamo rielaborato la sua opera”. Non era affatto scontato, visto il peso che “I pugni in tasca” ha nella storia del cinema italiano. Ma secondo il regista brasiliano, bisognava “tradire” l’originale per farlo vivere oggi: “Solo così ho capito che dovevo rischiare”.

Temi forti e atmosfere cariche di tensione

Nel film si affrontano temi come l’epilessia, la fragilità dei legami di sangue e le identità di genere che sfuggono agli schemi tradizionali. La villa catalana diventa il palcoscenico di conflitti nascosti, tra sguardi sfuggenti e silenzi pesanti. “Abbiamo lavorato molto sulle atmosfere”, ha spiegato O’Connor durante l’incontro con la stampa. “Ogni stanza racconta qualcosa dei personaggi, anche quando non parlano”. Le prime reazioni all’uscita dalla sala Berlinale Palast parlano di un pubblico colpito dalla forza emotiva del film e dalla capacità di Aïnouz di dare nuova vita a un classico senza copiarlo.

Un film che divide, ma fa parlare

“Rosebush Pruning” non lascia indifferenti. C’è chi lo ha definito “un pugno nello stomaco”, chi ha trovato difficile empatizzare con personaggi così complessi. Ma proprio questa complessità sembra essere il suo punto forte. “Non volevo dare risposte facili”, ha concluso Aïnouz. “La famiglia resta un mistero, anche quando crediamo di conoscerla”.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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