Bruxelles, 14 febbraio 2026 – La Commissione europea ha chiarito oggi che, contrariamente a quanto circolato, non è in programma una revisione imminente del mercato dell’elettricità prima del prossimo Consiglio europeo di marzo. La precisazione è arrivata nel consueto briefing con la stampa, dopo che le parole della presidente Ursula von der Leyen avevano acceso dubbi tra osservatori e addetti ai lavori sul futuro delle regole energetiche in Europa.
Von der Leyen: niente decisioni immediate, si valutano opzioni
Un portavoce della Commissione ha spiegato che von der Leyen non ha annunciato cambiamenti a breve. “Ha detto che ci sono diverse opzioni sul tavolo – ha detto il funzionario – e che saranno presentate al prossimo Vertice Ue, insieme alle conclusioni su due possibili strade: se è ora di rivedere il mercato o se quello attuale può ancora reggere”. Una presa di posizione prudente, in un momento in cui i prezzi dell’energia restano un tema caldo sul piano politico e sociale.
La precisazione arriva dopo il ritiro informale dei leader Ue di ieri sera a Bruxelles, dove uno degli argomenti principali è stato proprio il tentativo di abbassare i costi dell’energia. In quella sede, von der Leyen aveva sottolineato l’importanza di “valutare con attenzione” le opzioni, senza però anticipare tempi o decisioni già prese.
Un mercato riformato da poco e ancora sotto pressione
Il mercato elettrico europeo è stato profondamente riformato appena due anni fa. La portavoce della Commissione ha ricordato che quel lavoro è stato frutto di un confronto serrato con gli Stati membri e le parti coinvolte, tra cui aziende energetiche, associazioni di consumatori e industrie energivore. “Abbiamo lavorato fianco a fianco con tutti – ha detto – e questo dialogo continuerà”.
Negli ultimi mesi, la questione della stabilità dei prezzi dell’energia è tornata prepotentemente all’attenzione. Le oscillazioni dei costi, legate anche a tensioni internazionali e ai mercati globali, hanno spinto diversi governi a chiedere misure nuove per proteggere famiglie e imprese. Ma secondo fonti comunitarie, non c’è ancora un accordo chiaro su cosa fare: alcuni Stati vogliono una revisione profonda delle regole, altri preferiscono mantenere quelle approvate nel 2024.
Marzo si avvicina: opzioni sul tavolo, attesa per il Vertice
In vista del Consiglio europeo di marzo, la Commissione si prepara a presentare una serie di opzioni. Non si tratta ancora di proposte vere e proprie, ma di scenari da discutere tra i leader europei. “Solo allora – spiega un funzionario vicino al dossier – si capirà se ci sarà spazio per una nuova riforma o se si confermerà l’attuale sistema”.
Tra le idee in campo ci sono interventi per rendere più chiari i prezzi, rafforzare la solidarietà tra Paesi membri e spingere ancora sulle fonti rinnovabili. Ma ogni decisione dovrà fare i conti con gli equilibri politici dentro l’Unione e le diverse sensibilità nazionali. “Non è una scelta semplice – ammette un diplomatico europeo – perché ogni Paese ha le sue priorità e i suoi punti deboli”.
Mercati cauti, governi divisi: il quadro attuale
Intanto i mercati dell’energia hanno reagito con prudenza alle parole della Commissione. Gli operatori aspettano segnali più netti prima di cambiare strategie o investimenti. Sul fronte politico, invece, le risposte sono state contrastanti: alcuni Paesi del Sud Europa chiedono “interventi più decisi”, mentre altri, come Germania e Paesi Bassi, invitano a muoversi con calma.
Il prossimo mese sarà cruciale per capire quale strada prenderà la politica energetica europea. Fino ad allora, la Commissione resta in ascolto e pronta al confronto, consapevole che ogni scelta influirà direttamente su milioni di cittadini e imprese in tutta l’Unione.










