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Il gas scende sotto i 33 euro: cosa significa per il mercato europeo?

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Il gas scende sotto i 33 euro: cosa significa per il mercato europeo?
Il gas scende sotto i 33 euro: cosa significa per il mercato europeo?
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Milano, 14 febbraio 2026 – Il prezzo del gas naturale sulla Piazza Ttf di Amsterdam ha chiuso oggi in calo, scendendo sotto i 33 euro al megawattora. I contratti future con scadenza a marzo hanno perso l’1,5%, fermandosi a 32,5 euro al MWh. Dietro a questo calo, spiegano gli operatori, ci sono le ultime previsioni meteo per l’Europa: nelle prossime settimane sono attese temperature più miti rispetto alla media stagionale.

Gas naturale in calo, pesa il clima più caldo

Il mercato del gas mostrava già da giorni segnali di debolezza. Oggi la conferma: la chiusura sotto quota 33 euro è un livello che mancava da settimane. “Le temperature previste per fine febbraio e inizio marzo saranno più alte del normale, soprattutto in Germania e Francia”, racconta un analista di una grande società di trading energetico con base a Rotterdam. Questo scenario riduce la domanda di riscaldamento, spingendo al ribasso i prezzi dei future.

I dati di Refinitiv dicono che le riserve europee di gas sono ancora alte: gli stoccaggi sono pieni per oltre il 65%, più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Scorte abbondanti e clima più caldo stanno facendo scendere le quotazioni”, aggiunge l’analista. Nel pomeriggio, la piattaforma Ttf – punto di riferimento per il mercato europeo – ha registrato volumi nella media settimanale, senza particolari scossoni.

Bollette più leggere? Ci vorrà tempo

Per famiglie e imprese italiane, il calo del prezzo del gas naturale potrebbe tradursi in bollette un po’ più leggere nelle prossime settimane. Ma, dicono gli addetti ai lavori, l’effetto sui costi finali non è immediato. “I contratti per i consumatori spesso hanno una parte fissa e una variabile legata ai future”, spiega un portavoce di Arera, l’Autorità per l’energia. Solo dopo qualche settimana si potrà vedere davvero l’impatto sulle tariffe domestiche.

Le aziende che consumano molto gas – come quelle della chimica e della siderurgia – seguono da vicino l’andamento della Piazza Ttf di Amsterdam. “Un prezzo sotto i 33 euro è una buona notizia per la competitività delle nostre produzioni”, commenta Stefano Ferrari, direttore generale di Federacciai. Ma il settore resta cauto: “Il mercato può ancora subire shock geopolitici o cambiamenti improvvisi del clima”, avverte Ferrari.

Tensioni internazionali e forniture sotto controllo

Sul piano internazionale, l’attenzione resta alta per le tensioni in Medio Oriente e per le incertezze sulle forniture dalla Russia. Nelle ultime settimane, però, non si sono verificati blocchi importanti nei flussi verso l’Europa occidentale. “La situazione viene monitorata ogni giorno”, spiega un funzionario del Ministero dell’Ambiente tedesco. Nel frattempo, l’agenzia europea ACER segnala che le importazioni di gas liquefatto (GNL) sono rimaste stabili rispetto a gennaio.

Gli operatori guardano alle prossime settimane: se il clima mite continuerà anche a marzo, il prezzo potrebbe restare contenuto. “Il vero rischio resta un’ondata di freddo improvvisa”, sottolinea un trader londinese contattato nel tardo pomeriggio. Solo in quel caso si potrebbe vedere un nuovo aumento dei prezzi.

Mercato italiano: prudenza ma segnali positivi

A Milano, nella sede di Piazza Affari, la notizia del calo è stata accolta con un cauto ottimismo dagli operatori delle utility. “Per ora non si vedono segnali di tensione sui mercati all’ingrosso”, dice un gestore con oltre vent’anni di esperienza nel settore energia. In Italia, secondo i dati Terna aggiornati alle 17:00, la domanda di elettricità resta stabile rispetto alla settimana scorsa.

La giornata si chiude quindi con un segnale di tranquillità per il mercato europeo del gas. Ma gli occhi restano puntati sulle previsioni meteo e sulle tensioni geopolitiche, fattori che in questo settore possono cambiare tutto nel giro di poche ore.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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