Venezia, 14 febbraio 2026 – Il Carnevale di Venezia entra oggi nel vivo, giovedì grasso, con il ritorno del tradizionale Taglio della Testa del Toro. Un rito che affonda le sue radici nella storia della città lagunare e che richiama, come ogni anno, migliaia di persone in Piazza San Marco, cuore pulsante delle celebrazioni. Fin dal mattino, tra spettacoli, musica e maschere, Venezia si trasforma in un grande palcoscenico all’aperto, dove tradizione e festa si incontrano.
Taglio della Testa del Toro: un rito antico che ancora emoziona
All’alba, veneziani e turisti si sono dati appuntamento in Piazza San Marco per i primi spettacoli. Sul palco, la comicità e la giocoleria di Samaki hanno divertito i più piccoli, mentre la tribute band Venice Floyd ha richiamato le atmosfere dei grandi concerti rock tra le calli. Nel tardo pomeriggio, il DJ set di Principe Maurice ha scaldato il pubblico in attesa di uno degli eventi più attesi: la rievocazione storica del Taglio della Testa del Toro.
La tradizione narra che tutto abbia avuto inizio nel 1162, quando il doge Vitale Michiel II sconfisse il patriarca Ulrico di Aquileia e i suoi dodici feudatari ribelli. Da allora, ogni anno, i successori del patriarca erano tenuti a offrire al Doge un toro, dodici pani e dodici porci ben pasciuti. Il toro – simbolo del patriarca – e i porci – emblema dei feudatari – venivano portati in piazza e messi in scena, fino al momento clou: il taglio della testa del toro. Da qui nasce il famoso modo di dire “tagliare la testa al toro”, ancora usato per indicare una soluzione decisa a un problema.
Spettacoli in strada e Commedia dell’Arte: il Carnevale prende vita ovunque
Non solo rievocazioni storiche. Il Carnevale di Venezia 2026 prosegue con il Venice Carnival Street Show ‘Olympus’, una serie di spettacoli che animano non solo il centro storico, ma anche Mestre e le altre zone della città. Artisti di strada, musicisti e performer si alternano tra campi e calli, coinvolgendo il pubblico con performance dal vivo.
Grande protagonista è anche la Commedia dell’Arte, con quattordici compagnie che si esibiscono su palchi di legno allestiti secondo l’antica tradizione. Gli spettacoli mescolano musica, linguaggi diversi e i lazzi tipici di personaggi come Arlecchino e Pantalone. “Cerchiamo di superare le barriere linguistiche – ha detto un attore della compagnia Teatro dei Pazzi – perché il Carnevale è di tutti, non solo dei veneziani”.
La Maschera più bella e gli eventi serali: emozioni a non finire
Tra gli appuntamenti più attesi c’è la sfilata della Maschera più bella: tre momenti in Piazza San Marco per uno dei passaggi più seguiti del Carnevale. Le maschere, vere opere d’arte viventi, sfilano davanti a una giuria di artisti e stilisti locali. “Ogni anno è una sorpresa – racconta Marta, 27 anni, arrivata da Padova con un abito ispirato alla Serenissima – qui si respira davvero la magia”.
La sera porta con sé altri eventi di rilievo. All’Arsenale va in scena il doppio spettacolo sull’acqua, il Water Show “Il Richiamo di Olympia”, ispirato alla storia dei giochi olimpici. Protagonista è Alvise il Pescatore, figura leggendaria che affronta cinque prove per conquistare l’immortalità degli dèi. A Ca’ Vendramin Calergi riprende invece il Dinner Show ufficiale del Carnevale, “Il Canto di Ambrosia”, tra performance dal vivo e piatti della tradizione.
Musica e cultura: Verdi alla Fenice, quartetti a Mestre
Non manca la grande musica. Al Teatro La Fenice, alle 19, va in scena il “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi. Poco distante, al Teatro Toniolo di Mestre, alle 19.30 si esibiscono i quartetti dell’Accademia Stauffer di Cremona, davanti a un pubblico attento e vario.
Le strade di Venezia restano piene fino a tarda sera. Tra coriandoli, costumi elaborati e il profumo delle frittelle appena fatte, la città si conferma ancora una volta la capitale indiscussa del Carnevale italiano. E domani si replica: altri eventi sono già pronti per un’edizione che promette di lasciare il segno.










