Washington, 13 febbraio – Due persone sono morte e un’altra è rimasta ferita nella sparatoria che ieri sera ha scosso la South Carolina State University, nel complesso studentesco Hugine Suites di Orangeburg. L’allarme è scattato intorno alle 21:15, quando l’università ha ricevuto la segnalazione di colpi d’arma da fuoco provenienti da un appartamento del campus.
Campus bloccato, indagini in pieno svolgimento
Pochi minuti dopo la chiamata, il campus è stato messo in lockdown. “La misura è stata presa per proteggere studenti e personale”, spiegano fonti interne all’ateneo. Alle 21:15 sono partite le sirene e sono arrivati messaggi di allerta via sms e mail a tutti gli iscritti. “Abbiamo chiesto a tutti di restare chiusi nelle stanze e di non avvicinarsi alle finestre”, ha detto un portavoce dell’università.
Sul posto sono subito arrivati agenti della polizia locale, della contea di Orangeburg e la sicurezza interna del campus. La sparatoria sembra essere avvenuta in un appartamento al secondo piano di Hugine Suites, dove vivono centinaia di studenti, molti fuori sede. Finora non sono stati diffusi dettagli sulle vittime, né sulle condizioni della persona ferita, che è stata portata d’urgenza in ospedale.
Tensione e paura tra gli studenti
Il clima nel campus è rimasto teso a lungo. Alcuni studenti, contattati telefonicamente, hanno detto di aver sentito “almeno tre spari”, poi urla e sirene. “Non capivamo cosa stesse succedendo – racconta Jasmine Carter, studentessa al secondo anno – ci siamo barricati in camera in attesa di notizie”. L’università ha aggiornato la comunità con messaggi regolari, invitando a mantenere la calma e ricordando che la sicurezza è la priorità.
Il rettore Alexander Conyers ha espresso “profondo dolore per le vittime” e assicurato che l’ateneo “collaborerà con le autorità per chiarire quanto accaduto”. Stamattina, decine di studenti si sono radunati davanti agli uffici amministrativi, chiedendo risposte e garanzie sulle misure di sicurezza.
Nessun arresto, indagini ancora aperte
Al momento la polizia non ha fermato nessun sospetto e non ha rivelato dettagli sulle cause della sparatoria. Gli investigatori stanno ascoltando testimoni e controllando i video delle telecamere di sorveglianza del complesso. “Stiamo lavorando senza sosta per capire cosa è successo”, ha detto il capo della polizia di Orangeburg, Charles Austin. Non è chiaro se chi ha sparato fosse uno studente o un estraneo.
Fondata nel 1896, la South Carolina State University è una delle università storiche dello Stato e conta oltre 2.000 iscritti. Il complesso Hugine Suites ospita soprattutto studenti del primo e secondo anno. Questo episodio ha riaperto il dibattito sulla sicurezza nei campus americani, tema già molto sentito dopo altri fatti simili in diversi Stati.
La paura che torna nei campus americani
Negli ultimi giorni, i rappresentanti degli studenti hanno chiesto misure più rigide per la sicurezza. “Non possiamo vivere nel terrore”, ha detto Malik Johnson, presidente dell’associazione studentesca. Anche il governatore della South Carolina, Henry McMaster, ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e promesso “tutto l’impegno delle istituzioni per evitare che succeda ancora”.
Il campus resta in lockdown anche questa mattina, mentre la polizia continua i rilievi e cerca di ricostruire la dinamica. L’università ha attivato un servizio di supporto psicologico per chi è stato coinvolto nell’emergenza. “Siamo una comunità unita – ha sottolineato il rettore Conyers – e solo insieme supereremo questo momento difficile”.










