Roma, 13 febbraio 2026 – Il Senato dà il via libera definitivo alla legge sui cammini, una svolta importante per il turismo italiano. Il provvedimento, approvato all’unanimità da maggioranza e opposizione, mette sul piatto 5 milioni di euro per il triennio 2026-2028 e un finanziamento fisso di un milione l’anno dal 2029. La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha commentato: “Finalmente i cammini ottengono il riconoscimento che meritano”.
Cammini italiani, una legge che cambia tutto
Nel pomeriggio di oggi a Palazzo Madama è arrivato il via libera a una legge che punta a mettere i cammini al centro del turismo nazionale. “Aspettavamo da tempo questa decisione”, ha detto Santanchè, sottolineando il consenso trasversale che ha accompagnato il testo. Il Ministero del Turismo avrà un ruolo chiave nella promozione, supportato da una cabina di regia nazionale, una banca dati dedicata e un tavolo permanente di confronto con le realtà locali.
Secondo la ministra, “solo ora questo settore riceve l’attenzione che merita”. Si fa riferimento anche ai 30 milioni già investiti dal Ministero negli ultimi anni per sostenere la rete dei cammini. Ora la sfida è gestire tutto in modo più unito e spingere la promozione anche in territori meno conosciuti.
Più soldi e strumenti concreti per far crescere i cammini
Il testo introduce strumenti pratici: la cabina di regia nazionale avrà il compito di coordinare Stato, Regioni ed enti locali; la banca dati raccoglierà informazioni sempre aggiornate sugli itinerari; il tavolo permanente garantirà un dialogo costante tra pubblico e privato. “Sono strumenti nuovi”, ha detto Santanchè, “che aiuteranno a superare divisioni e ritardi”.
Le risorse in arrivo – 5 milioni in tre anni più un milione all’anno dal 2029 – si aggiungono a quelle già stanziate. L’obiettivo è fare dei cammini un motore per allungare la stagione turistica e far scoprire zone interne e borghi poco noti. “Vogliamo un turismo più efficiente e inclusivo”, ha spiegato la ministra.
Sostenibilità e territori meno battuti al centro della legge
La nuova norma non guarda solo ai cammini storici, ma anche a quelli fluviali, marini, lagunari e lacustri. Si punta a far emergere il patrimonio naturale e culturale italiano attraverso percorsi sostenibili. Tra gli obiettivi ci sono la sicurezza dei sentieri, l’accoglienza dei viaggiatori, la promozione del turismo lento e la tutela delle tradizioni locali.
“È anche un’occasione per riscoprire territori autentici”, ha aggiunto Santanchè. Il testo dedica attenzione ai siti storici, alle minoranze linguistiche e al dialogo interculturale. La tutela dell’ambiente resta un punto fermo della legge.
Le reazioni e cosa aspettarsi nei prossimi mesi
La legge è stata accolta con favore da operatori e associazioni che da anni chiedevano regole chiare. Tra i promotori dei cammini – dal Cammino di San Benedetto alla Via Francigena – si guarda con speranza agli investimenti in infrastrutture leggere, segnaletica e servizi.
“Era un passaggio necessario”, ha raccontato un rappresentante della Rete dei Cammini italiani. “Solo così potremo competere con le grandi reti europee”. Nei prossimi mesi il Ministero dovrà stabilire le regole per accedere ai fondi e avviare il censimento degli itinerari.
In sintesi, con questa legge l’Italia vuole rafforzare il turismo lento, offrendo nuove opportunità sia ai viaggiatori sia alle comunità locali. Un percorso appena cominciato, ma che – nelle intenzioni del governo – porterà benefici concreti in tutto il Paese.










