Milano, 13 febbraio 2026 – Il cineturismo in Italia, noto anche come media tourism tra gli addetti ai lavori, ha mosso nel 2025 circa 600 milioni di euro e ha generato oltre 1,3 milioni di pernottamenti legati a film e serie tv. Sono i numeri che emergono dalla ricerca di Jfc Tourism & Management, presentata ieri al Travel Makers Fest durante la Borsa Internazionale del Turismo (BIT), che si conclude oggi a Fiera Milano. Un fenomeno in crescita, che per gli operatori è ormai una leva concreta per far decollare i territori.
Media tourism: numeri in crescita e impatto sul territorio
Secondo Jfc, il media tourism non si ferma ai soli pernottamenti: sono circa 11 milioni le visite giornaliere nei luoghi che hanno ospitato set di film o serie tv. “La domanda è cambiata – ha spiegato Massimo Feruzzi, amministratore di Jfc –. Oggi il pubblico vuole vivere esperienze immersive, vedere con i propri occhi i luoghi delle storie che ama”. Un trend che coinvolge tanto le grandi città quanto i piccoli borghi, spesso riscoperti proprio grazie alla fama di una serie o di un film.
Veneto, Puglia e Toscana: le regioni che spingono il settore
Le fondazioni regionali confermano questa tendenza. In Veneto, la Veneto Film Commission ha contato tra il 2020 e il 2024 ben 106 produzioni tra film, serie e documentari. Titoli come “Un passo dal cielo” e “Città di pianura” hanno portato un impatto economico stimato in 118 milioni di euro, distribuiti su tutte le province. “Il cinema è un motore per l’economia locale – ha sottolineato Jacopo Chessa, direttore della commissione –. Le produzioni creano lavoro, visibilità e turismo”.
Anche in Puglia si registra un andamento simile. La Apulia Film Commission ha seguito nello stesso periodo 139 produzioni, con un indotto diretto di 79,6 milioni di euro e uno indiretto vicino ai 160 milioni. Solo le riprese de “Il Commissario Ricciardi” a Taranto, durate cinquanta giorni, hanno generato una spesa locale di 1,66 milioni di euro. “Le troupe coinvolgono fornitori, hotel, ristoranti – ha spiegato Antonio Parente, presidente della commissione pugliese –. E dopo l’uscita della serie, i visitatori aumentano”.
Toscana: set internazionali e ricadute diffuse
La Toscana resta una delle mete preferite dalle produzioni. Secondo la Toscana Film Commission, tra il 2023 e il 2025 si sono contate in media 150 produzioni all’anno, con un indotto medio di 10 milioni di euro ogni dodici mesi. Le province più richieste sono Firenze, Pisa, Lucca e Siena, scelte per serie e film come “I Delitti del Barlume”, “Disclaimer”, “The Brutalist”, “FBI International” e “Il Mostro”. “Il fascino dei nostri paesaggi attira anche le grandi produzioni straniere – ha detto Stefania Ippoliti, responsabile della commissione toscana –. E il turismo segue a ruota”.
Da borghi a metropoli: un fenomeno che coinvolge tutti
Il media tourism non riguarda solo le grandi città d’arte. La ricerca Jfc segnala che anche piccoli centri come Matera, Gubbio o Procida hanno visto aumentare i flussi grazie alle riprese. “La gente arriva per scattare una foto nel luogo di una scena famosa – racconta un albergatore di Matera –. E spesso resta più a lungo del previsto”. Un effetto che si riflette su ristoranti, guide turistiche e negozi.
Il futuro del media tourism: nuove sfide e opportunità
Gli operatori sono convinti che il fenomeno continuerà a crescere. “Serve però una regia nazionale – ha suggerito Feruzzi – per coordinare promozione e accoglienza”. I dati presentati alla BIT mostrano che la domanda internazionale cresce soprattutto da Germania, Francia e Stati Uniti. Le regioni puntano su itinerari tematici, eventi dedicati e collaborazioni con le piattaforme streaming.
Il cinema, insomma, continua a raccontare l’Italia al mondo. E sempre più spesso lo fa trasformando i luoghi delle storie in mete vere per viaggiatori curiosi.










