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Spread Btp-Bund: stabilità a 60,6 punti, cosa significa per l’economia?

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Spread Btp-Bund: stabilità a 60,6 punti, cosa significa per l'economia?
Spread Btp-Bund: stabilità a 60,6 punti, cosa significa per l'economia?
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Milano, 12 febbraio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund resta praticamente fermo, chiudendo la giornata a 60,6 punti base, appena sopra i 60,5 della seduta precedente. Una situazione che, secondo chi opera a Piazza Affari, riflette la calma che sta dominando il mercato dei titoli di Stato europei all’inizio di questa settimana.

Spread Btp-Bund: tutto tranquillo, ma l’attenzione resta alta

Il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco, da sempre un termometro della fiducia nel Paese, si mantiene su livelli bassi e stabili. Nel frattempo, il rendimento del Btp a dieci anni ha segnato una leggera discesa, passando dal 3,41% di ieri al 3,39% di oggi. Per alcuni esperti sentiti nel pomeriggio, questo indica che la domanda per i titoli italiani resta solida, nonostante le ombre che arrivano dal quadro economico europeo.

“Il mercato è prudente, ma non si vedono tensioni – ha detto un gestore obbligazionario di una grande banca milanese –. Gli investitori continuano a puntare sui titoli considerati più sicuri, come i Bund, ma anche i Btp godono di una certa stabilità.” In effetti, nelle sale operative di via Filodrammatici si respira un clima di attesa: molti occhi sono rivolti alle mosse che farà la Banca Centrale Europea, soprattutto in vista della decisione sui tassi di fine mese.

Mercati fermi, ma con lo sguardo al futuro

La giornata sui mercati obbligazionari è scorsa senza scossoni. A Francoforte, il rendimento del Bund a dieci anni si è mantenuto poco sopra lo 0,78%, seguendo la tendenza degli ultimi giorni. “Non ci sono stati dati economici o notizie politiche in grado di far muovere lo spread”, ha spiegato un trader di una società di intermediazione romana. “La situazione è sotto controllo, almeno per ora.”

Da quanto raccolto tra gli operatori, la tenuta dello spread Btp-Bund dipende anche dall’assenza di aste importanti sul mercato primario in questa settimana. Solo con il ritorno delle emissioni governative si potrà capire se la domanda resterà così forte. Intanto, diversi gestori sottolineano che un differenziale sotto i 65 punti base è un chiaro segnale di fiducia degli investitori internazionali verso l’Italia.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Tutti guardano alle prossime mosse della BCE e ai segnali che arriveranno sull’inflazione. “Il mercato è in una fase di attesa – spiega un analista di Intesa Sanpaolo –. I dati sull’inflazione europea e le dichiarazioni dei membri del consiglio BCE saranno fondamentali per capire se i rendimenti potranno scendere ancora o se si tornerà a salire.”

Nel frattempo, il Tesoro italiano si prepara alle aste di medio-lungo termine previste per la seconda metà del mese. Gli investitori istituzionali seguono con interesse, soprattutto considerando i livelli attuali dei rendimenti. “Se lo spread rimane su questi livelli e il rendimento del decennale resta sotto il 3,5%, potremmo assistere a una buona risposta del mercato,” ha detto un responsabile titoli pubblici di una banca estera.

Cosa significa per famiglie e risparmiatori

Per chi segue da vicino l’andamento dei titoli di Stato italiani, piccoli risparmiatori compresi, la stabilità dello spread è un segnale rassicurante. Un differenziale contenuto aiuta a mantenere bassi i costi di finanziamento per lo Stato e, di riflesso, anche per famiglie e imprese. “Un clima tranquillo sui mercati obbligazionari aiuta a evitare tensioni sui mutui e sui prestiti,” ricorda un consulente finanziario milanese.

In breve, la giornata si chiude senza sorprese: spread Btp-Bund stabile, rendimento del decennale italiano in lieve calo e mercati in attesa delle prossime mosse da Francoforte. Per ora, almeno secondo chi opera a Milano e Roma, la calma dovrebbe durare ancora qualche giorno.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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