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Sciopero alla Repubblica: i giornalisti denunciano la mancanza di trasparenza nella trattativa di vendita

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Sciopero alla Repubblica: i giornalisti denunciano la mancanza di trasparenza nella trattativa di vendita
Sciopero alla Repubblica: i giornalisti denunciano la mancanza di trasparenza nella trattativa di vendita
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Roma, 11 febbraio 2026 – Oggi La Repubblica non esce in edicola. La decisione è stata presa ieri sera, lunedì 10 febbraio, dopo un’assemblea fiume nella sede romana del giornale. A guidare lo sciopero è il Comitato di redazione (Cdr), che chiede più trasparenza sulla trattativa per la vendita del gruppo Gedi e denuncia l’assenza di un confronto con l’editore John Elkann. Una protesta che arriva in un momento delicato per il futuro della testata e dell’intero gruppo editoriale.

Sciopero e assemblea: giornalisti in rivolta

La scelta di non chiudere l’edizione cartacea è arrivata tardi, dopo ore di discussione. I giornalisti hanno deciso di andare avanti ben oltre l’orario previsto. “Non potendo chiudere le pagine, domani, 10 febbraio, La Repubblica non sarà in edicola”, si legge nel comunicato diffuso dal Cdr. Lo sciopero continua anche oggi, martedì 11 febbraio, bloccando nuovamente l’uscita del quotidiano.

Secondo i rappresentanti sindacali, la vertenza va avanti da settimane. Al centro c’è la trattativa tra Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, e il gruppo greco Antenna per la vendita del controllo di Gedi. Una trattativa che, a detta dei giornalisti, si sta svolgendo senza coinvolgere la redazione e senza fornire informazioni chiare sul futuro.

La richiesta di chiarezza sulla cessione a Antenna

Il nodo della protesta è la “mancanza di trasparenza” nella trattativa. “Sappiamo che Exor sta trattando la vendita di Gedi con il gruppo greco Antenna”, scrive il Cdr, “ma l’esclusiva è scaduta il 31 gennaio e non ci è stato detto se è stata prorogata e per quanto”. Un’incertezza che pesa sulle scelte personali e lavorative di circa 1.300 dipendenti.

I giornalisti chiedono anche perché la scelta sia caduta su un editore poco conosciuto e non su altri soggetti interessati. “Ci sono state altre offerte? Se sì, perché non sono state valutate?”, chiedono. Domande che al momento restano senza risposta.

Il muro di Elkann: nessun confronto con i sindacati

A peggiorare il clima interno c’è il mancato dialogo con l’editore. “John Elkann si rifiuta di incontrare i rappresentanti sindacali”, denuncia il Cdr. Una posizione che i giornalisti definiscono “ostinata e irrispettosa”, soprattutto in un momento in cui in gioco non ci sono solo i posti di lavoro, ma anche il ruolo dell’informazione nel Paese.

Nel comunicato si sottolinea come siano state coinvolte tutte le istituzioni possibili: “Abbiamo lavorato con i sindacati, interpellato istituzioni, lettori, partiti, enti pubblici, da Agcom all’European Board for Media Services”. Un pressing che però finora non ha portato a risposte concrete.

Il rischio per il pluralismo e il futuro dell’informazione

La redazione lancia l’allarme sul rischio per il pluralismo. “La trasparenza è essenziale quando in gioco c’è un prodotto che non è solo economico, ma un equilibrio in un sistema mediatico già fragile”, spiegano i giornalisti. Le richieste di garanzie sul lavoro e sulla democrazia restano inevase.

Nel comunicato si parla anche dello “spezzatino” del gruppo Gedi, un processo di smantellamento che, secondo i giornalisti, ha già colpito una parte importante dell’editoria italiana. “Tutto questo mentre gli azionisti incassavano dividendi miliardari ogni anno”, si legge ancora.

Vertenza aperta, futuro incerto

La situazione resta in bilico. La trattativa tra Exor e Antenna non è stata né chiusa né ufficialmente prorogata, almeno stando a quanto sanno i giornalisti. La redazione di Repubblica, insieme alle altre testate del gruppo, aspetta risposte chiare sul proprio destino.

Intanto, per il secondo giorno di fila, La Repubblica non sarà in edicola. Un segnale forte da una delle voci più importanti dell’informazione italiana, che riaccende il dibattito sul futuro dei media nel nostro Paese.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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