Roma, 11 febbraio 2026 – Stefano Di Stefano, dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze e membro del consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena, si è dimesso oggi con effetto immediato. La notizia, diffusa dalla banca senese nella tarda mattinata, arriva dopo che la procura di Milano ha aperto un’inchiesta che lo vede coinvolto per presunte operazioni di insider trading su azioni Mps e Mediobanca. Nella nota ufficiale di Mps si parla di “motivi personali”, ma è chiaro il richiamo alla vicenda giudiziaria che in queste ore ha acceso i riflettori su uno dei principali esponenti del Tesoro.
Dimissioni e reazione di Mps
Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena si è riunito d’urgenza questa mattina, subito dopo aver ricevuto la comunicazione formale da Di Stefano. La banca ha preso atto della decisione e ha ringraziato il dirigente per il lavoro svolto negli anni come consigliere e membro del comitato rischi e sostenibilità. Per ora, nessun commento sulla vicenda giudiziaria. Tra gli ambienti vicini all’istituto si respira una certa tensione. “La situazione è delicata, aspettiamo di capire come andrà avanti”, ha detto un funzionario che ha chiesto di restare anonimo.
L’indagine della procura di Milano
Gli inquirenti milanesi hanno messo sotto la lente Di Stefano per una serie di acquisti sospetti di azioni Mps e Mediobanca. Secondo le ipotesi, il dirigente avrebbe investito circa 100 mila euro in titoli delle due società proprio nei giorni prima dell’offerta pubblica di scambio lanciata da Siena. Un’operazione che, secondo le prime stime, gli avrebbe fruttato “qualche migliaio di euro”, come riportato ieri da Il Fatto Quotidiano. Gli investigatori sospettano che Di Stefano avesse accesso a informazioni riservate sull’operazione.
Intercettazioni e rapporti con Cdp
L’indagine si è concentrata anche su alcune conversazioni intercettate tra Di Stefano e Alessandro Tonetti, vicedirettore generale di Cassa Depositi e Prestiti (che non risulta indagato). Gli inquirenti stanno analizzando il cellulare del dirigente del Tesoro per ricostruire la catena di comunicazioni nei giorni prima dell’operazione. Secondo fonti giudiziarie, al momento non emergono elementi che coinvolgano altri funzionari pubblici o membri del consiglio di Mps. “Stiamo controllando ogni dettaglio – spiegano dalla procura – ma l’indagine è ancora agli inizi”.
Il ruolo di Di Stefano al Tesoro e le reazioni
Oltre alla carica in Mps, Di Stefano ha un ruolo di primo piano nel Ministero dell’Economia, dove si occupa di partecipazioni statali e della gestione delle società controllate. Una posizione importante, soprattutto ora che il governo sta pensando a nuove strategie per il futuro della banca senese. Dal Mef, per il momento, nessun commento ufficiale. In ambienti ministeriali si parla di “lasciare lavorare la magistratura”, anche se non mancano segnali di preoccupazione per le possibili conseguenze sull’immagine dell’amministrazione.
Le prospettive per Mps e il clima tra i soci
L’uscita improvvisa di Di Stefano dal consiglio arriva in un momento già complicato per Monte dei Paschi, impegnata nel definire il nuovo piano industriale e nel chiudere le trattative sulla governance futura. Tra soci pubblici e privati cresce il timore che l’inchiesta possa rallentare i lavori o scatenare nuove tensioni interne. “Serve chiarezza in fretta”, ha detto un rappresentante degli azionisti istituzionali, chiedendo trasparenza sulle prossime mosse.
Cosa succede ora
Nei prossimi giorni il consiglio dovrà trovare un sostituto di Di Stefano nel comitato rischi e sostenibilità. Intanto la procura di Milano continua gli accertamenti e non si escludono nuovi sviluppi già entro la settimana. Per ora, la vicenda resta aperta, con possibili ripercussioni che potrebbero andare ben oltre i confini della banca senese.










