Roma, 11 febbraio 2026 – La giornata si apre con lo spread tra Btp e Bund che resta stabile a 60,9 punti base, praticamente invariato rispetto a ieri. Il rendimento del Btp decennale si ferma al 3,43%, leggermente sotto il 3,44% della chiusura precedente. Un avvio tranquillo, che conferma la calma sui mercati obbligazionari europei.
Spread Btp-Bund: la calma prima di ogni possibile scossa
Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, noto come spread, è sempre sotto la lente di ingrandimento di investitori e istituzioni. Stamattina, alle 9, il valore resta vicino a quello di ieri, segno che – almeno per ora – non ci sono tensioni particolari sul debito italiano. “La situazione è sotto controllo, nonostante le incertezze a livello internazionale”, ha detto un analista di una banca d’investimento contattato da alanews.it.
La soglia di 60 punti base è tra le più basse degli ultimi anni. Nel 2022, durante la crisi energetica e l’inflazione in crescita, lo spread aveva superato i 200 punti. Oggi lo scenario è cambiato: la fiducia degli investitori nell’Italia tiene, grazie anche alla politica della Banca Centrale Europea e a una volatilità più contenuta sui mercati.
Decennale italiano: rendimento in leggera discesa
Il rendimento del Btp a dieci anni si attesta al 3,43%, poco sotto la chiusura di ieri. Un segnale debole, ma coerente con la tendenza degli ultimi mesi: dopo i picchi di fine 2023 e inizio 2024, i tassi stanno lentamente scendendo. “Gli operatori si aspettano un possibile taglio dei tassi da parte della BCE nella seconda metà dell’anno”, ha raccontato un gestore obbligazionario milanese.
A Piazza Affari l’attenzione è puntata sulle aste del Tesoro della prossima settimana. Gli investitori seguono da vicino i dati economici italiani – crescita, inflazione, debito pubblico – e tengono d’occhio le mosse di Francoforte. Il clima è prudente, ma senza allarmi.
In Europa: l’Italia tiene, ma resta prudente
Nel resto dell’Eurozona, i rendimenti dei titoli di Stato restano bassi. Il Bund tedesco a dieci anni si muove intorno al 2,82%, mentre i Bonos spagnoli e gli Oat francesi superano di poco il 3%. “L’Italia continua a godere di una certa stabilità”, osserva un economista romano. Tuttavia il quadro resta fragile: le tensioni in Medio Oriente e i dubbi sulla crescita globale potrebbero far tornare la volatilità.
Secondo le ultime previsioni della Commissione europea, il debito pubblico italiano si attesterà quest’anno intorno al 139% del Pil. Un dato alto, ma che per ora non spaventa i mercati. “Finché la BCE resta accomodante e non ci sono sorprese politiche, lo spread dovrebbe rimanere sotto controllo”, aggiunge la stessa fonte.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Gli occhi sono puntati sulle prossime mosse della Banca Centrale Europea. Christine Lagarde ha ribadito che ogni decisione sui tassi dipenderà dai dati. L’inflazione nell’Eurozona rallenta, ma resta sopra l’obiettivo del 2%. In questo scenario, i rendimenti potrebbero restare su livelli moderati ancora per un po’.
A Roma, il Ministero dell’Economia segue con attenzione l’andamento di spread e rendimenti. “La stabilità dei nostri titoli è cruciale per finanziare il debito e sostenere la crescita”, ha detto una fonte vicina al ministro Giancarlo Giorgetti. Solo se la situazione economica peggiorerà, si valuteranno eventuali interventi.
Per ora, dunque, la giornata si apre senza scosse: spread fermo a 60,9 punti base, rendimento del decennale al 3,43%. Un equilibrio delicato, ma che per il momento regge.










