Bruxelles, 11 febbraio 2026 – Alla vigilia del vertice dei Capi di Stato e di Governo che si terrà ad Alden Biesen, in Belgio, la Comunità della Dichiarazione di Anversa, che riunisce oltre 1.300 aziende europee energivore, ha lanciato un appello urgente: servono misure immediate per rilanciare la competitività industriale dell’Europa, proteggere i posti di lavoro e tradurre il Clean Industrial Deal in risultati concreti già nel 2026. Un messaggio chiaro, arrivato durante il Vertice europeo dell’industria, a cui hanno partecipato più di 500 leader di settore e rappresentanti delle principali associazioni.
Industria europea in difficoltà: i numeri che allarmano
I dati diffusi dalla Comunità parlano chiaro: le imprese energivore – come acciaierie, cementifici, vetrerie, cartiere e raffinerie – sono un pilastro dell’economia europea. Parliamo di oltre 1,5 trilioni di euro di fatturato e 6,6 milioni di lavoratori diretti. Eppure, nell’ultimo anno il settore ha perso quasi 200.000 posti di lavoro e in alcune filiere la produzione è calata fino al 40%. Numeri che non possono passare inosservati e che mettono pressione sulle istituzioni europee, chiamate a intervenire con urgenza.
Le richieste delle imprese: energia, commercio e concorrenza
Nel documento consegnato alla stampa, la Comunità della Dichiarazione di Anversa indica tre priorità per un intervento rapido. Prima di tutto, serve tagliare i costi dell’energia e delle emissioni di carbonio, che hanno pesato fortemente sui bilanci negli ultimi mesi. Poi, bisogna sostenere un commercio globale più giusto e facilitare l’accesso ai finanziamenti per le aziende europee. Infine, si chiede di mettere mano a tutti gli strumenti politici per contrastare la concorrenza sleale, soprattutto da parte di Paesi fuori dall’Unione.
“Spero che questo appello venga ascoltato dai leader europei che si incontrano domani”, ha detto Marco Ravasi, presidente di Assovetro, una delle associazioni più attive in questa mobilitazione. “Non si può aspettare il prossimo anno per agire su costi energetici, commercio equo e domanda interna. Solo così possiamo salvare posti di lavoro di qualità per il futuro”, ha aggiunto Ravasi.
Il Clean Industrial Deal e la sfida della transizione
Al centro del dibattito resta il Clean Industrial Deal, il piano europeo per una transizione industriale sostenibile. Le aziende chiedono che le promesse si traducano in risultati concreti nel breve periodo. “Non possiamo più aspettare”, ha confidato un dirigente del settore siderurgico presente ad Anversa. “Ogni mese perso significa perdere terreno nei confronti di Stati Uniti e Asia”.
Fonti vicine agli organizzatori del vertice parlano di proposte concrete: incentivi per migliorare l’efficienza energetica, sgravi fiscali per investimenti green e una revisione del meccanismo europeo sul prezzo del carbonio. Sono questi i temi caldi che i capi di Stato e di governo discuteranno nelle prossime ore.
Attesa e pressione sulle istituzioni
La tensione sulle istituzioni europee è palpabile. “Le nostre aziende non cercano scorciatoie”, ha detto un portavoce della Comunità della Dichiarazione di Anversa. “Vogliamo regole chiare, costi sostenibili e una concorrenza leale”. In gioco non c’è solo il futuro dell’industria pesante, ma anche quello di migliaia di famiglie e territori strettamente legati alla manifattura.
Il vertice di Alden Biesen si annuncia come un momento decisivo. Le decisioni che arriveranno nelle prossime ore potrebbero cambiare il volto della politica industriale europea e mettere al sicuro migliaia di posti di lavoro. Solo allora capiremo se l’appello delle imprese energivore sarà stato davvero preso sul serio.










