Milano, 10 febbraio 2026 – Il basket non è solo uno sport, ma un vero e proprio stile di vita. Questo è il messaggio che Tyree Dillihay e Adam Rosette, co-registi di “Goat: Sogna in grande”, hanno voluto portare sul grande schermo con il nuovo film d’animazione di Sony Pictures Animation, in uscita nelle sale italiane dal 12 febbraio. Ci sono voluti sette anni e mezzo di lavoro, con oltre cento artisti e decine di consulenti, per creare una action-comedy che, tra riferimenti culturali e una città immaginaria, racconta la forza dei sogni e della comunità.
Un film che parla di basket, ma va oltre
“Amiamo ogni sfumatura di questa cultura”, hanno raccontato Dillihay e Rosette durante un incontro riservato a pochi giornalisti nella sede californiana dello studio. Il basket, spiegano, non riguarda solo il gioco, ma anche la musica, il modo di vestirsi e persino come ci si muove in città. “Abbiamo semplicemente aggiunto ciò che sappiamo fare meglio: un’animazione che colpisce”, hanno sorriso i registi, richiamando l’esperienza con titoli come “Spider-Man: Across the Spider-Verse”.
La presidente Kristine Belson aveva chiesto un film sportivo su un underdog, ambientato in un mondo popolato solo da animali, ha ricordato Dillihay. Da qui è nata Will, una capretta magra e spettinata che sogna di diventare campionessa di roarball – una versione più feroce e veloce del basket – nella città di Vineland, dove le squadre sono formate da animali di ogni tipo e taglia.
Will, la capretta che punta in alto
Will cresce tra spalti e campetti arrugginiti, accompagnata dalla madre a vedere le partite dei Thorns, la sua squadra del cuore. Il suo idolo è Jett Fillmore, una pantera all’ultima stagione prima del ritiro. Quando il destino, insieme al marketing, le offre la possibilità di entrare nei Thorns, gli altri animali la deridono. Ma Will non si fa fermare: non vuole adattarsi, vuole cambiare le regole del gioco.
“È una vera lettera d’amore al basket”, spiega Rosette. “Ma cercavamo una storia universale, che parlasse a tutti, non solo agli appassionati”. Il cuore del film sta nella voglia di Will di dimostrare che la madre aveva ragione a credere in lei. “Sogna in grande”, le ripeteva da bambina.
Ispirazione vera e messaggio di squadra
Will prende vita anche da una storia vera: la star NBA Stephen Curry, spesso criticata per essere troppo magra e piccola, ha partecipato al progetto come produttore. “Che tu sia il più piccolo, quello diverso o fuori posto, se credi in te stesso alla fine trovi la tua strada”, sottolinea la produttrice Michelle Raimo Kouyate.
Ma il messaggio va oltre il singolo. “Per realizzare il sogno, Will ha bisogno di una comunità intorno a sé”, aggiunge Kouyate. Vineland diventa così un vero e proprio personaggio collettivo: una città dove animali diversi si uniscono nel tifo e nel gioco di squadra. “Nessuno vince da solo”, ribadisce la produttrice.
Vineland, una città che racconta
Vineland è un regno in rovina, invaso da liane e rampicanti che crescono su palazzi e pali della luce. I campetti sono circondati da reti arrugginite, i canestri storti e i tabelloni segnati dal tempo. I colori, stesi come olio su tela, creano uno sfondo vivido, mentre i personaggi emergono grazie a luci nette. “Eravamo preoccupati di mantenere tutto autentico e naturale”, confessa Rosette.
Energia visiva e ritmo hip hop
A dare ritmo all’ora e quaranta del film non è solo la storia, ma soprattutto i dettagli visivi e la colonna sonora hip hop di Kris Bowers. La musica corre veloce come la palla sul parquet, accompagnando i salti dei personaggi, quasi a ricordare quelli dell’Uomo Ragno nei precedenti lavori dello studio.
“Goat: Sogna in grande” è un omaggio al basket e alla forza dei sogni condivisi. Un film che parla ai ragazzi, ma anche agli adulti, ricordando che nessuno trova la propria strada da solo. E che anche una capretta può diventare la più grande di tutti i tempi.










