Milano, 9 febbraio 2026 – Collegare le città principali d’Europa con una rete ferroviaria ad alta velocità capace di viaggiare almeno a 200 chilometri orari. Un’attenzione speciale sarà riservata alle aree meno collegate. È questa la sfida lanciata da Apostolos Tzitzikostas, commissario europeo per i Trasporti sostenibili e il Turismo, che in un’intervista ai giornali del gruppo Nem ha illustrato i punti salienti del nuovo Piano d’azione per l’alta velocità ferroviaria. L’obiettivo, da raggiungere entro il 2040, è una rete più veloce, integrata e connessa, pensata per accorciare le distanze tra le capitali e rafforzare l’unità del continente.
Alta velocità, l’Europa punta a unire il continente
Per Tzitzikostas, ridurre i tempi di viaggio tra le grandi città significa “costruire un’Europa più unita e funzionale”. Il commissario ha sottolineato come “più linee ad alta velocità renderanno il continente più coeso e competitivo”. Il riferimento è alla rete Ten-T, il sistema transeuropeo dei trasporti, che oggi collega molte capitali ma lascia ancora fuori alcune zone, in particolare nell’Europa dell’Est e nel Nord Est italiano.
Il piano prevede che tutte le tratte principali arrivino almeno a 200 km/h, la soglia minima per una vera alta velocità secondo Bruxelles. “Ci stiamo concentrando soprattutto sulle aree meno servite”, ha detto Tzitzikostas, indicando come priorità l’allargamento della rete verso Est e il completamento dei collegamenti tra Italia e Slovenia.
Nord Est e corridoio mediterraneo: le sfide sul tavolo
Interpellato sul ruolo del Nord Est italiano e sul corridoio mediterraneo, che oggi si ferma a Venezia-Mestre senza arrivare a Lubiana, il commissario ha ricordato che sia il Nord Est sia la Slovenia fanno parte della rete Ten-T. “Queste direttrici possono contare su fondi Ue”, ha spiegato, auspicando “investimenti concreti per portare la velocità a 200 km/h su queste linee”.
Tzitzikostas ha però precisato che “i tempi e le priorità dipendono dai piani dei singoli Stati”. Spetta quindi a Italia e Slovenia decidere quando e come intervenire. La Commissione preme perché “si arrivi a Venezia con l’alta velocità da Verona e Bologna. Il mio obiettivo è spingere Italia e Slovenia a investire su corridoi veloci verso est, in direzione Trieste e Lubiana”.
Il Tunnel del Brennero, cuore pulsante della mobilità europea
Al centro delle strategie Ue c’è il Tunnel di base del Brennero, definito da Tzitzikostas “uno dei più grandi cantieri d’Europa, fondamentale per la rete Ten-T”. Una volta completato, il tunnel rivoluzionerà i trasporti e il turismo della zona, riducendo il viaggio tra Monaco e Verona a due ore e mezza, con fermate a Innsbruck, Bolzano e Trento.
I numeri sono importanti: fino a 300 treni al giorno, con merci che viaggiano a 160 km/h, carichi fino a 22,5 tonnellate per asse e convogli lunghi fino a 740 metri. “Per la logistica – ha detto il commissario – questo renderà il trasporto su rotaia più competitivo, spingendo chi spedisce a usare i treni”. Anche i viaggiatori avranno collegamenti più veloci e comodi, con ricadute positive sul turismo locale.
La Commissione ha già messo sul piatto oltre 2,8 miliardi di euro per il tunnel e le vie di accesso. “Stiamo lavorando con Italia e Germania per farlo partire al più presto”, ha assicurato Tzitzikostas.
Autostrade e concessioni: regole chiare per la concorrenza
Sulle concessioni autostradali in scadenza, come la A22 e la Brescia-Padova, il commissario ha ricordato che “le autorità di ogni Paese Ue possono decidere se gestire direttamente i servizi pubblici o affidarsi a terzi”. La gestione delle autostrade rientra in questi servizi.
Se alla scadenza della concessione della A22 l’Italia deciderà di affidarla di nuovo a terzi, “dovrà farlo con una gara trasparente e aperta a tutti, garantendo pari opportunità”, ha precisato Tzitzikostas. In pratica, ogni nuova concessione deve rispettare le regole europee per evitare distorsioni nel mercato.
Il messaggio della Commissione è chiaro: l’Europa punta su infrastrutture moderne e regole nette, per avere una mobilità più efficiente, sostenibile e integrata. Solo così, quando i progetti diventeranno realtà, si potrà parlare davvero di un continente senza barriere.










