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Paul Thomas Anderson: il regista dell’anno secondo Hollywood

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Paul Thomas Anderson: il regista dell'anno secondo Hollywood
Paul Thomas Anderson: il regista dell'anno secondo Hollywood
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Los Angeles, 8 febbraio 2026 – Sabato sera Paul Thomas Anderson ha messo a segno un altro colpo importante, portandosi a casa il premio più prestigioso alla 78esima edizione dei Directors Guild of America Awards. Il riconoscimento è arrivato per il suo film “Una Battaglia dopo l’altra” e segna una tappa fondamentale in questa stagione di premi. La cerimonia, come da tradizione, si è tenuta al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, dove Anderson ha ricevuto un premio che, per molti, è uno dei migliori segnali in vista degli Oscar.

Anderson e la sfida verso gli Oscar

Il trionfo ai DGA Awards si aggiunge ai recenti successi di Anderson, tra cui il Golden Globe e il Critics Choice Award. Il regista californiano ha diretto Leonardo DiCaprio in un action-thriller che sta già facendo parlare molto in questa stagione di premi. Ora si presenta all’Academy Awards per la miglior regia con una posizione decisamente forte. “Questo premio ha un valore speciale quest’anno”, ha detto Anderson nel suo discorso di ringraziamento, rivolgendosi a colleghi e addetti ai lavori riuniti nella sala.

Un ricordo commosso per Adam Somner

Durante il suo intervento, Anderson ha voluto dedicare un pensiero a Adam Somner, storico assistente alla regia scomparso alla fine del 2024 dopo una lunga malattia. “Adam era il cuore del nostro set”, ha raccontato il regista, visibilmente commosso. “Senza di lui, niente sarebbe stato possibile”. Un momento di silenzio e raccoglimento ha coinvolto la sala, con diversi presenti che si sono alzati in piedi per applaudire.

I protagonisti sul palco

Come da tradizione, tutti e cinque i candidati al premio principale hanno ricevuto la medaglia DGA, consegnata da colleghi legati ai rispettivi film. Leonardo DiCaprio ha consegnato il premio ad Anderson, mentre Michael B. Jordan ha premiato Ryan Coogler per “I peccatori – Sinners”. Jacob Elordi è salito sul palco per Guillermo del Toro con “Frankenstein”, Timothée Chalamet ha omaggiato Josh Safdie per “Marty Supreme” e Steven Spielberg ha introdotto Chloé Zhao per “Hamnet”. Una parata di nomi che si prepara a brillare anche la notte degli Oscar, il prossimo 15 marzo.

Le sorprese nella cinquina degli Oscar

La lista dei candidati all’Oscar per la miglior regia riprende quasi tutta quella dei DGA, con una sola novità: fuori Guillermo del Toro, dentro Joachim Trier, regista norvegese di “Sentimental Value”, già in corsa anche come miglior film. Una scelta che ha fatto discutere gli esperti del settore. Secondo fonti vicine all’Academy, la decisione è stata presa nelle ultime settimane, dopo le proiezioni riservate ai votanti.

Premi televisivi: Marsalis e il successo di The Pitt

Sul fronte tv, la regista Amanda Marsalis ha vinto per la miglior regia in una serie drammatica con l’episodio “6:00 PM” di The Pitt, un medical drama che aveva già raccolto consensi tra i critici. “È stato un lavoro di squadra”, ha detto Marsalis dietro le quinte, subito dopo aver ricevuto la medaglia. Anche nelle commedie si è confermato un volto noto: Seth Rogen ed Evan Goldberg hanno vinto per l’episodio “The Oner” di The Studio, replicando il successo ottenuto agli Emmy dello scorso settembre.

Il ricordo di Catherine O’Hara

Rogen e Goldberg hanno dedicato il premio a Catherine O’Hara, attrice canadese e protagonista della serie, scomparsa pochi giorni fa. “Abbiamo cresciuto guardando Catherine in tv”, ha raccontato Goldberg dal palco. “Ci ha insegnato che si può essere geniali e gentili insieme”. Un tributo che ha toccato il cuore del pubblico presente al Beverly Hilton.

DGA e Oscar, un legame solido

La storia dei DGA Awards mostra una correlazione quasi perfetta con gli Oscar: dal 1948 a oggi, solo otto volte il vincitore del premio dei registi non ha poi portato a casa l’Oscar. L’anno scorso è successo con Sean Baker e “Anora”, che però ha conquistato quattro Oscar principali. L’ultimo caso di divergenza risale al 2019, quando Sam Mendes vinse per “1917” ma l’Oscar andò a Bong Joon Ho per “Parasite”.

La stagione dei premi entra ora nel vivo. Tutti gli occhi sono puntati su Anderson e la sua “Battaglia”: la notte più attesa di Hollywood si avvicina, e l’attesa è già alle stelle.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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