Bologna, 8 febbraio 2026 – Un viaggio tra teatro, cinema e memoria collettiva prende vita dal 30 marzo al 10 maggio tra Bologna e Modena con “Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra Storia”, un progetto speciale ideato e diretto da Fabrizio Gifuni. L’iniziativa, realizzata da Emilia Romagna Teatro Ert/Teatro Nazionale e Cineteca di Bologna con la collaborazione della Sala Truffaut di Modena, vuole rimettere al centro due figure chiave del Novecento italiano – Aldo Moro e Pier Paolo Pasolini – attraverso spettacoli, film e incontri aperti al pubblico.
Teatro e cinema, un dialogo che colpisce
Al centro del programma ci sono due spettacoli che segnano un momento importante nel percorso artistico di Gifuni. Il primo, “Il male dei ricci – Ragazzi di vita e altre visioni”, dà voce al corpo poetico e politico di Pier Paolo Pasolini. Il secondo, “Con il vostro irridente silenzio – Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro”, racconta la storia umana e politica dello statista democristiano. Le due opere andranno in scena al Teatro Storchi di Modena dal 15 al 19 aprile e all’Arena del Sole di Bologna dal 6 al 10 maggio.
“Dobbiamo tornare a interrogarci su quegli anni, sulle ferite ancora aperte della nostra storia,” ha detto Gifuni durante la presentazione. “Moro e Pasolini sono due fantasmi che continuano a parlarci, anche se spesso preferiamo non ascoltarli”.
Un tuffo negli anni Settanta e Ottanta
Il progetto non si ferma al teatro. Accanto agli spettacoli, c’è una rassegna cinematografica e una serie di otto incontri pubblici con storici, giornalisti, registi e scrittori. Sono stati selezionati dodici film – tra cui quattro documentari – che saranno proiettati al Cinema Modernissimo di Bologna e alla Sala Truffaut di Modena. Tra i titoli: “Romanzo di una strage”, “Il tempo che ci vuole”, “Colpire al cuore”, “Un eroe borghese”, “Il caso Moro”, “Toni mio padre”, “Todo modo”, “Un solo errore-Bologna 2 agosto 1980”. A chiudere, il 30 aprile, una maratona con “Esterno notte” di Marco Bellocchio.
Gli organizzatori hanno voluto mettere a fuoco quegli anni turbolenti, prima e dopo le morti di Moro e Pasolini. Un periodo attraversato da tensioni politiche, violenza e grandi cambiamenti sociali. “Non si tratta solo di ricordare,” ha spiegato il direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli, “ma di capire come quei fatti abbiano segnato l’Italia di oggi”.
Testimoni e protagonisti in prima fila
Si parte lunedì 30 marzo al Cinema Modernissimo con “70/80, l’Italia cambia volto”. Sul palco, insieme a Gifuni, ci sarà il giornalista Enrico Deaglio, pronto a ricostruire il clima di quegli anni. A seguire, la proiezione del documentario “12 dicembre” (1972), firmato da Pasolini e Giovanni Bonfanti.
Nei giorni successivi arriveranno altri ospiti di rilievo: lo storico Miguel Gotor, la regista Francesca Comencini, la scrittrice Benedetta Tobagi, il giornalista Marco Damilano, l’avvocato Andrea Speranzoni, la regista Anna Negri e il costituzionalista Daniele Piccione. Ognuno porterà uno sguardo diverso su un’epoca che ancora oggi spacca e fa riflettere.
Uno spazio aperto per riflettere insieme
“Attraversando quei corpi” è pensato come un luogo aperto a tutti. Gli organizzatori hanno scelto teatri storici, sale cinematografiche e spazi pubblici per favorire la partecipazione e il dibattito. L’obiettivo è far emergere una riflessione collettiva sulle radici della nostra democrazia e su quelle zone d’ombra della storia recente.
“Non vogliamo dare risposte già pronte,” ha detto Gifuni. “Piuttosto, invitiamo tutti a farsi domande scomode. Solo così possiamo capire chi siamo diventati”.
In un momento in cui il dibattito pubblico rischia di restare in superficie, tra le poltrone rosse del Modernissimo e le mura dell’Arena del Sole si spera che teatro e cinema riescano ancora a farci leggere il presente attraverso il passato. E forse, solo così, potremo trovare nuove chiavi per affrontare i fantasmi che ancora abitano la nostra storia.










