Milano, 8 febbraio 2026 – Anna Praderio, volto noto del giornalismo televisivo e storica inviata del Tg5, si prepara a debuttare in libreria il prossimo 13 febbraio con “Memory Girl” (Gallucci Editore, 256 pagine, 16,50 euro). Un romanzo che mescola il fascino del cinema con temi di grande attualità, come la violenza contro le donne. La storia si snoda tra le strade frenetiche di Milano e i riflettori della Mostra del Cinema di Venezia. Protagonista è Clarice, una giovane giornalista con un dono straordinario: può rendere visibili i ricordi.
Il cinema, una guida per la vita
Il vero motore del romanzo è il cinema, che attraversa tutta la storia come una bussola emotiva e culturale. Clarice ha venticinque anni e si muove tra redazioni e festival con l’energia che da sempre contraddistingue Anna Praderio sul piccolo schermo. “Il cinema è sempre stato il mio modo di capire il mondo”, ha raccontato l’autrice in un incontro con la stampa. Non è solo uno sfondo: è la linfa della vicenda. Citazioni, riferimenti a film famosi e atmosfere da set accompagnano la protagonista in ogni passo della sua crescita.
Una supereroina fuori dagli schemi
Clarice non è una eroina come le altre. Si definisce “una romantica perdente”, reduce da una storia finita male con Marco, ma proprio nella sua fragilità trova nuova forza. In un incontro casuale alla Mostra del Cinema di Venezia – con una diva di Hollywood in cerca d’aiuto e una canzone di Amy Winehouse che le risuona in testa – scopre di poter materializzare i ricordi delle persone, come se fossero scene di un film. Un dono misterioso, forse nato dal dolore, che la spinge a riflettere sul valore della memoria e sulla possibilità di cambiare il presente.
Amicizia, impegno, solidarietà
Al fianco di Clarice ci sono Luna e Michele: la prima è un’avvocata che lotta per i diritti delle donne, il secondo un pediatra molto attivo nel volontariato. Sono loro a farle capire che quel potere non può restare solo suo. “Non puoi tenerlo per te”, le dice Luna in una delle pagine più intense. Nasce così Memory Girl, una specie di supereroina metropolitana che usa il suo dono per aiutare chi è in difficoltà. Le sue azioni toccano storie di donne molestate, immigrati vittime di soprusi, comunità in lotta. In ogni caso, il confine tra realtà e immaginazione si fa sottile, proprio come nei film che Clarice ama.
Tra vita vissuta e temi attuali
Anna Praderio non nasconde di aver messo molto di sé in questo suo primo romanzo. “Clarice è una versione più giovane e sognatrice di me”, ha detto durante un incontro a Milano. La città stessa diventa una protagonista: romantica, caotica, piena di angoli che sembrano usciti da un film d’autore. Ma sotto la superficie leggera della commedia romantica, si muovono temi seri: la solitudine delle donne in carriera, la fatica di farsi ascoltare, l’importanza di avere alleati nei momenti difficili.
Il potere dei ricordi per cambiare il presente
Il dono di Clarice di rendere visibili i ricordi non è solo un espediente narrativo. È uno strumento per affrontare il passato e dare voce a chi spesso resta invisibile. “Volevo raccontare come la memoria possa essere un atto di giustizia”, spiega Praderio. Nel corso della storia, Memory Girl aiuta una donna a denunciare il suo aggressore, sostiene un immigrato alle prese con la burocrazia, si batte per salvare un centro sociale minacciato dalla speculazione. Ogni intervento lascia il segno, nella comunità e in lei stessa.
Un debutto che guarda avanti
Con “Memory Girl”, Anna Praderio firma un romanzo che unisce generi diversi – dal fantasy alla commedia romantica – senza perdere mai il legame con la realtà. Il libro arriva in un momento in cui il dibattito sulla violenza di genere è più acceso che mai. Ma lo fa con leggerezza e ironia, affidandosi a una protagonista imperfetta e tenace. “Non volevo scrivere un saggio – ha detto Praderio – ma una storia che facesse pensare senza perdere il sorriso”. Un esordio che promette di farsi ricordare, tra chi ama il cinema e non solo.










