Roma, 7 febbraio 2026 – Il differenziale tra i Btp e i Bund decennali tedeschi ha chiuso oggi a 62,5 punti base, un leggero passo indietro rispetto all’apertura e alla chiusura di ieri. La giornata sui mercati obbligazionari si è svolta in un clima di prudenza, con gli operatori intenti a seguire da vicino le mosse delle banche centrali e le prospettive economiche dell’Eurozona.
Spread Btp-Bund: lieve calo, rendimento italiano al 3,46%
Entrando nei dettagli, lo spread – ovvero la differenza tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e tedeschi a dieci anni – ha iniziato la giornata a 63 punti base, per poi scendere a 62,5 a fine seduta. Un dato leggermente più basso anche rispetto ai 62,6 punti di ieri. Secondo alcuni esperti di Piazza Affari, questo andamento segnala una fase di relativa calma dopo settimane di oscillazioni più ampie.
Sul fronte dei rendimenti, il Btp decennale ha visto il tasso annuo scendere al 3,46%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a ieri. Anche il Bund tedesco ha perso terreno, scendendo al 2,84% (-0,1 punti). “Il mercato sembra aver trovato un equilibrio, almeno per ora”, commenta un gestore obbligazionario di una banca milanese. E aggiunge: la distanza tra i due titoli resta contenuta rispetto ai picchi degli ultimi anni.
Mercati in attesa della Bce: il nodo dei tassi
La seduta si è chiusa con volumi contenuti e una generale prudenza tra gli investitori. Tutti guardano alla Banca Centrale Europea in attesa di segnali più chiari sulle prossime mosse, in particolare sui tassi di interesse. “Il punto resta capire come evolverà l’inflazione e quando arriveranno eventuali tagli dei tassi”, spiega un analista di Intesa Sanpaolo. Secondo molti operatori, la Bce potrebbe mantenere la linea attendista almeno fino alla primavera.
Intanto, i dati macroeconomici degli ultimi giorni hanno contribuito a mantenere la calma. L’inflazione nell’area euro rallenta, mentre la crescita resta debole ma stabile. “Non ci sono segnali che facciano temere un allargamento improvviso dello spread”, conferma lo stesso analista.
Operatori cauti ma ottimisti sul fronte dei titoli di Stato
In campo finanziario si respira un cauto ottimismo. “I conti pubblici italiani sono sotto controllo e non ci sono tensioni particolari”, racconta un trader romano esperto di titoli governativi. Secondo alcune fonti, la domanda per i Btp resta solida, grazie anche alle ultime aste che hanno registrato una buona partecipazione da parte di investitori istituzionali e privati.
Il Tesoro italiano ha continuato a collocare titoli a medio-lungo termine con rendimenti in linea con quelli attuali. “Gli investitori seguono con attenzione le prossime emissioni”, spiega un funzionario del Ministero dell’Economia. L’attenzione è alta soprattutto sui possibili cambiamenti dei rendimenti in caso di evoluzioni politiche o internazionali.
Contesto internazionale: un sostegno per lo spread
A livello globale, la situazione aiuta a mantenere lo spread su livelli bassi. La Germania resta il punto di riferimento solido per i mercati dell’Eurozona. Anche l’Italia, però, beneficia di una percezione di maggiore stabilità rispetto al passato. “La volatilità è bassa e non si vedono segnali di fuga dai titoli italiani”, osserva un consulente finanziario milanese.
In sintesi, la giornata si chiude con uno spread Btp-Bund stabile e rendimenti in lieve calo per entrambi i Paesi. Gli investitori restano concentrati sulle prossime mosse della Bce e sull’evoluzione dell’economia europea. Per ora, il clima sui mercati obbligazionari è tranquillo, ma la prudenza è d’obbligo.










