Milano, 7 febbraio 2026 – L’export italiano di prodotti per lo sci ha superato i 371 milioni di euro nel 2025, con ben 344mila paia di sci made in Italy venduti in tutto il mondo. La Francia resta il mercato principale, seguita dagli Stati Uniti. A pochi mesi dalle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, il settore si piazza già al secondo posto in Europa per esportazioni, dietro solo all’Austria. A fare il punto è un’analisi di Confartigianato, che mette in luce una nicchia produttiva in crescita, ma con qualche preoccupazione per i possibili effetti dei dazi americani.
L’Italia domina in Europa con le calzature da sci
I dati diffusi dagli artigiani raccontano che l’Italia guida l’export europeo di calzature da sci, con un giro d’affari di 222 milioni di euro nel 2025. Nel complesso, il nostro Paese rappresenta il 16% dell’export Ue di prodotti per lo sci, che sale al 27,3% nel solo settore delle calzature. Numeri importanti, che Marco Granelli, presidente di Confartigianato, definisce “la prova che il made in Italy è un’eccellenza europea”. A spingere il settore sono soprattutto le piccole e medie imprese, con una lunga tradizione e un forte legame con il territorio.
Sci italiani, Francia e Stati Uniti i mercati principali
Guardando ai numeri, la Francia resta il primo mercato di destinazione per gli sci italiani, con gli Stati Uniti subito dietro. Nel 2025 sono stati esportati 344mila paia di sci, di cui 318mila per lo sci alpino, 15mila per il salto e 12mila per il fondo. A questi si aggiungono circa 13mila tra monosci e snowboard. “L’Italia è già sul podio europeo per l’export di prodotti per lo sci – ricorda Granelli – e ora aspettiamo le medaglie degli atleti alle Olimpiadi”. Un risultato che arriva proprio mentre si avvicina un evento sportivo che promette di portare i riflettori internazionali sulla filiera italiana.
Un settore che dà lavoro a oltre 14mila persone
Confartigianato registra 1.740 imprese attive nella produzione di articoli per lo sci, con più di 14mila addetti coinvolti. La filiera è radicata in distretti storici come Montebelluna, in provincia di Treviso, ma conta anche tante aziende più piccole sparse tra Lombardia, Trentino e Piemonte. “Questo patrimonio produttivo – osserva Granelli – è un punto di forza non solo per lo sport, ma per tutta l’economia italiana”. La qualità dei materiali, l’innovazione e la capacità di rispondere alle richieste dei mercati esteri restano le carte vincenti del settore.
Dazi americani, la sfida che preoccupa
Non mancano le sfide. Gli effetti dei dazi americani sulle esportazioni italiane sono motivo di preoccupazione per molti operatori. “Come tutto il made in Italy – ammette Granelli – affrontiamo la questione puntando sulla qualità dei prodotti progettati e realizzati in Italia”. Per Confartigianato la strada è chiara: specializzarsi e investire nella ricerca, solo così si può restare competitivi anche quando si alzano barriere commerciali.
Olimpiadi Milano Cortina 2026, una grande vetrina per il made in Italy
L’attesa per le Olimpiadi invernali del prossimo anno si sente forte anche tra gli imprenditori. L’evento potrebbe diventare una vetrina mondiale per il made in Italy dello sci, rafforzando la reputazione dei prodotti italiani. “Siamo pronti a raccogliere la sfida – racconta un produttore veneto – perché la qualità paga sempre”. Dietro a numeri e statistiche, resta forte la convinzione che la neve italiana possa trainare non solo gli atleti, ma anche l’economia del Paese.










